Politica
Dipartimenti, le manovre sono iniziate
Red. Online
04.09.2026 21:30

Foto: © Chiara Zocchetti
A Palazzo e nelle segretarie dei partiti sono cominciati i pour parler sulla prossima ripartizione dei Dipartimenti - In gioco c’è soprattutto il Territorio: Piccaluga auspica che resti leghista, ma il Centro ci sta facendo più che un pensierino
Ufficialmente
non se parla, ma a Palazzo delle Orsoline sono cominciate le grandi manovre per
disegnare il nuovo risiko del Consiglio di Stato. Il subingresso di Piero
Marchesi imporrà una discussione sui Dipartimenti e la prima casella si è già
mossa: esautorato Claudio Zali, da mercoledì il supplente Raffaele De Rosa ha
assunto ad interim la guida del Territorio. La soluzione è temporanea, ma
potrebbe trasformarsi nella partita vera e propria: la contesa del DT tra lui e
il collega Norman Gobbi che, dopo l’arrocchino, già ne conduce una parte.
Entrambi sono sostenuti dai rispettivi presidenti di partito. «Non
abbiamo mai nascosto che Gobbi, con le sue sensibilità - pensiamo alle
valli e alla vicinanza stessa del territorio - potrebbe essere un validissimo
direttore del DT», commenta il coordinatore della Lega, Daniele Piccaluga. «Sarà
una discussione che, evidentemente, farà il Governo» rileva dal canto suo il centrista Fiorenzo Dadò. «Tuttavia, se vogliamo andare nello specifico, De Rosa
ha sicuramente tutte le carte in regola per poter condurre un Dipartimento come
il territorio, considerando anche che per otto anni ha condotto quello
della sanità, notoriamente molto complicato».
Le variabili
Due
papabili, due variabili in gioco: un DSS politicamente impegnativo e un
Territorio che fa gola. E se è vero che di norma durante l’attribuzione vige il
principio di anzianità, il Consiglio di Stato ha comunque la facoltà di
scegliere a maggioranza una ripartizione
diversa. «Auspichiamo che il Governo non abbia voglia di procedere con
ulteriori discussioni e dibattiti, permettetemi, inutili», prosegue Piccaluga. «Se
Gobbi parlerà per primo e dirà: "Mi piacerebbe prendere il Territorio",
spero che tutto l’Esecutivo approvi questa scelta e si torni a pensare al bene
dei ticinesi». «Sarebbe ora che il Consiglio di Stato iniziasse a fare
veramente il Governo, con delle discussioni franche al proprio interno.
E se qualcuno ha una visione diversa, che inizi a manifestarla, soprattutto sulle
questioni importanti», replica Dadò. Sul caso specifico «c'è da augurarsi che l’Esecutivo
trovi un'intesa e si possa poi cominciare veramente a lavorare con una certa
serenità».
La posizione degli altri partiti
È dunque
prematuro sapere se l’intesa per il Centro coinciderà con il ritorno al
Territorio, sanando la ferita del «gran rifiuto» di Alex Pedrazzini nel '95.
Tanto dipenderà da come gli altri muoveranno le pedine. Al momento, per il PLR
di Alessandro Speziali, la casella importante da difendere è quella del DFE, Dipartimento
ambito anche da Piero Marchesi. «Penso che, prima di tutto, Christian Vitta concluderà la sua legislatura al DFE, perché la questione delle finanze e dell'economia
l'ha sempre portata avanti con convinzione e coerenza», rileva il presidente del PLR. «Il DT ha bisogno adesso anche di un altro
approccio; penso alla sensibilità sulle valli, sul lupo, sulla pianificazione
del territorio e anche su una minore burocrazia, per esempio nell'edilizia». Su chi
tra i due papabili – Gobbi e De Rosa – rispecchi meglio queste caratteristiche,
Speziali non si sbilancia. Ma in una fase in cui gli equilibri sono ancora da
definire, anche il silenzio può essere una strategia. Il vicepresidente del PS
Danilo Forini ricorda poi che, vada come vada, a inizio ottobre si giocherà in
prospettiva di aprile. Il Governo uscente «ha il diritto di tenere il Dipartimento»,
ricorda Forini. «È quindi chiaro che, nell'ottica di Marchesi, che è l'ultimo a
entrare, le scelte che si faranno adesso potrebbero già essere impattanti in
caso di sua rielezione ad aprile».

