Il caso
Digitalizzazione in Ticino, ATED: «Si coinvolgano anche i privati»
Redazione
12.10.2026 18:30

L’Associazione Mantello Tech ICT e Digital Ticino sostiene di aver cercato ripetutamente di instaurare un dialogo con il Cantone, ma di non aver trovato la disponibilità al confronto auspicata - «Abbiamo la sensazione di avere di fronte una porta chiusa»
«Una strategia che guarda
all'Amministrazione, aziende lasciate ai margini e porte chiuse al dialogo». L’Associazione
Mantello Tech ICT e Digital Ticino (ATED) lancia l'allarme sul programma
digitale cantonale. «Digitalizzare l'Amministrazione non significa
digitalizzare il Ticino. Le imprese sono quasi invisibili e gli obiettivi non
sono misurabili», si deplora in una nota stampa. L'analisi svolta sul documento «Strategia per la trasformazione digitale del Cantone Ticino»
e i suoi aggiornamenti «solleva preoccupazioni significative, a
partire da una questione fondamentale: la strategia presentata come cantonale
riguarda prevalentemente la digitalizzazione dell'Amministrazione pubblica, non
lo sviluppo digitale del Ticino inteso come territorio, economia e società»,
scrive l’Associazione.
«Otto obiettivi, ma dove sono i risultati misurabili?»
La strategia cantonale individua
otto obiettivi: condizioni quadro, accessibilità, partecipazione, efficienza,
dati, innovazione, competenze e strumenti di lavoro. Obiettivi difficilmente
contestabili nei principi, «ma che secondo ATED presentano una debolezza
importante: nel documento strategico non sono accompagnati da un sistema
sufficientemente definito di indicatori, risultati attesi, scadenze e risorse». «Scrivere “promuovere l'innovazione e lo
sviluppo tecnologico” è condivisibile. Ma cosa significa concretamente? Quante
imprese ne beneficeranno? Quali risultati ci si aspetta di ottenere?», sottolinea Luca Mauriello, presidente di ATED
«Partecipazione e inclusione, ma come?»
Uno degli aspetti che ATED
considera maggiormente problematici riguarda il coinvolgimento degli attori
economici e tecnologici. La strategia afferma che la trasformazione digitale
non può prescindere dalla partecipazione dei soggetti pubblici e privati attivi
sul territorio. Definisce inoltre il proprio approccio come «continuativo,
inclusivo e partecipativo». Tra gli esempi vengono citati il Tavolo Ticino
digitale, Prospettiva 2040, GenZ Lab e altre iniziative di consultazione. ATED
riconosce il valore di questi momenti, «ma osserva che iniziative circoscritte
non equivalgono necessariamente a un sistema permanente e strutturato di
confronto». La governance descritta nel documento «è infatti prevalentemente
amministrativa, senza prevedere un organismo consultivo stabile che coinvolga
formalmente le rappresentanze economiche e tecnologiche».
«Porte chiuse»
Nella sua presa di posizione,
ATED afferma anche di aver cercato ripetutamente di instaurare un dialogo. Tentativi che, secondo l'Associazione, non hanno trovato la disponibilità
al confronto auspicata. «Da tempo cerchiamo di costruire un rapporto di
collaborazione con chi si occupa della trasformazione digitale del Cantone». Eppure, «ogni volta che tentiamo di avviare
un dialogo strutturato, abbiamo la sensazione di trovare una porta chiusa»,
dichiara Mauriello. La recente risposta alla richiesta di un incontro per
discutere la proposta di un Gruppo consultivo permanente per la trasformazione
digitale viene considerata un ulteriore segnale di questa
difficoltà. «Troviamo difficile comprendere come si possa dichiarare
indispensabile il coinvolgimento degli attori economici e, contemporaneamente,
non trovare neppure lo spazio per discutere una proposta proveniente da
un'associazione economica che rappresenta proprio il settore interessato».
«Il confronto deve essere reciproco»
In conclusione «la nostra disponibilità al dialogo rimane. Ma il confronto deve essere
reciproco. Non possiamo continuare a chiedere incontri senza ottenere la
possibilità di discutere le nostre proposte e, contemporaneamente, accettare
che nei documenti ufficiali si parli di partecipazione e inclusione come se
questi principi trovassero piena applicazione».

