Lugano
Demolizione dello stabile Ghioldi, la Stan si oppone
Redazione
24.05.2023 17:21

Foto: © Google Maps
La Società ticinese per l’arte e la natura vuole evitare che la villa di via Maderno 21 venga distrutta e invoca la "vetustà" del Piano regolatore di Lugano.
La Società ticinese per l’arte e la natura (Stan) ha interposto
opposizione contro la demolizione dello stabile Ghioldi di via Maderno 21 e la
costruzione sul sedime di una nuova palazzina residenziale. La Stan sottolinea l’importanza
della villa, e del suo ampio giardino con alberi d’alto fusto, costruita tra il
1914 e il 1915.
Gli argomenti della Stan
Per giustificare sul piano giuridico la limitazione delle possibilità di
edificazione sul sedime, la Stan invoca la “vetustà” del Piano regolatore di
Lugano (che risale al 1984), la sua “non conformità con il diritto superiore
per la modifica negli scorsi anni, decenni di importanti leggi federali e
cantonali, il tendenziale esubero delle unità insediative inserite a PR
rispetto alla situazione attuale e alle necessità di sviluppo future come
prescritte dal Piano direttore”.
“Oggetti meritevoli di protezione”
La Stan ribadisce poi ciò che aveva già chiesto nelle sue recenti
osservazioni alla Variante Beni culturali 2 presentata dal Municipio, ovvero
che quest’ultima dovrebbe essere arricchita con gli oggetti “meritevoli di
protezione”, anziché rimandare l’esame a una futura Variante Beni culturali 3, “che
rischia di arrivare tardivamente”. Secondo la Società, la proposta della
Variante beni culturali 2 di proteggere una trentina di oggetti è “troppo
riduttiva e non è esaustiva”. Inoltre, “le scelte non sono trasparenti e non
sembrano essere state fatte in modo scientificamente fondato, partendo da un
esame a tappeto dei manufatti che per caratteristiche
architettoniche/artistiche e storiche potrebbero entrare in considerazione per
una tutela, basandosi per esempio sul censimento dei beni compilato
dall’Ufficio dei beni culturali”.
La casa
La casa di via Maderno 21 fu costruita per Francesco Ghioldi,
responsabile di un’importante attività nel commercio di generi alimentari in
città. Non si trattava di una tipica villa ad uso solamente residenziale, ma aveva
anche la funzione di deposito di generi alimentari e di amministrazione della
ditta (nel sotterraneo e al piano terreno).
“La città ha un debito verso i fratelli Somazzi”
La costruzione dell’edificio fu portata a termine dall’architetto Ezio
Somazzi, che aveva uno studio d’architettura a Milano e che rientrò a Lugano
per realizzare i progetti del fratello Paolito prematuramente scomparso e per
prendere in mano l’impresa di famiglia. Alla sua morte, avvenuta nel 1934, Ezio
Somazzi lasciò gran parte dei suoi beni alla città di Lugano perché questa
istituisse la “borsa Fratelli architetti Paolito e Ezio Somazzi”, tuttora
esistente, che eroga assegni di studio a favore di studenti di architettura di
condizioni economiche disagiate. Anche solo per questo, conclude la Stan, “la
città di Lugano ha un debito nei confronti degli architetti Somazzi, che appare
inconciliabile con il lasciare demolire tutte le loro opere per attuare
speculazioni edilizie come quella prevista in via Maderno 21”.

