Ticino
Caso Caruso, gli studenti: "Sentiti dal DECS, ma non ascoltati"
Redazione
29.10.2024 18:25

Una delegazione di allievi ed ex allievi accusa il Dipartimento Educazione, cultura e sport "di non avere a cuore il benessere degli alunni". La replica del DECS: "È una nostra priorità".
Si
è arricchita di un nuovo capitolo la nota vicenda che ruota attorno al
professor Roberto Caruso, docente del centro professionale tecnico di Mendrisio
sollevato dal suo incarico alla fine dello scorso anno scolastico. Questa
mattina una delegazione di studenti ed ex studenti ha indetto una conferenza
stampa per presentare la loro versione sul clima che si respira all'interno
dell'istituto e sul recente incontro avuto con i vertici del DECS. I fatti sono
stati ripercorsi nel dettaglio, da quando
– era lo scorso mese di giugno – sono iniziate a circolare le prime voci
riguardo a un possibile licenziamento del professor Caruso. Voci che hanno trovato
conferma definitiva lo scorso 9 settembre.
"Un punto di riferimento"
Caruso - presente alla Filanda di
Mendrisio senza però mai intervenire - a detta dei suoi allievi ha sempre
offerto supporto, sia didattico sia umano. Un punto di riferimento,
contrariamente a una direzione dell'istituto “latitante e irrispettosa” e a un
DECS, reo – citiamo – "di non avere a cuore il benessere degli
studenti". E questo nonostante un incontro tenutosi a metà settembre. “A
nostro parere siamo stati sentiti, ma non ascoltati veramente”, ha affermato ai
nostri microfoni Luka S., ex studente del Cpt Mendrisio. “Il DECS dovrebbe proteggerci: noi siamo il cuore di questo Dipartimento e dovremmo essere tutelati. Invece, hanno
cercato di mantenere la distanza, di farci capire che possiamo parlare, ma solo
fino a un certo punto. E ciò conferisce un senso di abbandono, perché
è qualcosa che non ci si immagina”, gli ha fatto eco Alex B. Contrariamente agli altri due
giovani intervenuti, Alex è tuttora uno studente del Cpt di Mendrisio. In
queste settimane nell'istituto "si respira un clima molto teso. Tante persone ci stanno segnalando gravi problemi e tra i corridoi c’è preoccupazione. Abbiamo paura che altri bravi docenti possano
essere sospesi semplicemente perché fanno il loro lavoro. Non è un bel clima”, ha aggiunto Alex.
Nessun passo indietro
Il messaggio è chiaro: il clima di
una scuola non lo si sonda nell'aula docenti, bensì nei corridoi, parlando con
quegli allievi che mai si sarebbero immaginati di doversi battere pubblicamente
per un loro insegnante e ora che non intendono cedere, anzi. “Noi invitiamo
docenti e studenti di altre sedi scolastiche a segnalare problematiche e a condividere
le loro esperienze. E nel caso in cui avessero timore a farlo, siamo assolutamente
disponibili a muoverci noi per loro”, ha concluso Luka S.
Il DECS: "La disdetta non è dovuta alla segnalazione di situazioni di disagio"
“Il benessere degli alunni, come pure del corpo docente del
Centro professionale tecnico (Cpt) di Mendrisio, è una priorità
del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport”, ha scritto
in una presa di posizione il DECS, interpellato da Ticinonews. Ecco perché il
13 settembre la direzione del Dipartimento “ha dato seguito a una richiesta di incontro
avanzata dagli allievi ed ex allievi del Cpt”. Le questioni da loro
sollevate “hanno portato ad approfondimenti. Nell’ambito dello scambio sono
inoltre state fornite indicazioni sui servizi e sui sostegni esistenti in seno
alla scuola e alla DFP in caso di difficoltà o per segnalazioni”. Dopo
l’incontro, i servizi e i sostegni esistenti “purtroppo non sono stati da loro
attivati”. In vista dell’appuntamento con i ragazzi il DECS aveva
chiarito che non si sarebbe potuto esprimere sui fatti relativi al docente da
loro supportato, essendovi una vertenza in corso. Il Dipartimento tiene
tuttavia a ribadire che la procedura di disdetta decisa dal Consiglio di Stato “non
è dovuta, come si lascia intendere, al fatto che quest’ultimo avrebbe segnalato
situazioni di disagio, bensì ad altre questioni”.

