Locarno Film Festival
Carobbio: "È un momento di cambiamento e il Cantone ci sarà"
Redazione
04.08.2023 20:48

Marina Carobbio era presente oggi alla tradizionale risottata organizzata in onore dell'Ufficio federale della cultura al Monte Verità. Un'occasione in cui le abbiamo chiesto quali sono - secondo lei - le sorti del Festival di Locarno dopo i due importanti passaggi di testimone.
Il Locarno Film Festival è giunto al suo terzo
giorno, durante il quale si è tenuto il tradizionale ricevimento al Monte Verità in onore
dell’Ufficio federale della cultura. Una risottata dai sapori ticinesi tramite cui
la politica lancia i suoi messaggi. E questa mattina tra gli oratori è intervenuta
anche Marina Carobbio al suo primo festival in qualità di direttrice del DECS.
Che impressione si è fatta? “Una bella impressione, specialmente per l’importanza
che ricopre questo Festival, non solo per la Svizzera italiana e il
Ticino, ma anche per tutta la Svizzera”. Carobbio ha poi sottolineato l’importanza che
riveste sia a livello culturale che cinematografico, “ma in particolare per la
risonanza e gli impatti che ha al di fuori del nostro Cantone”.
Il futuro del festival secondo Carobbio
Kermesse grandi come questa sono sempre
in evoluzione. Ma quale direzione deve prendere questo Festival? “Per prima cosa
bisogna consolidarlo perché siamo di fronte a un momento di cambiamento”, ci
spiega Carobbio. A cambiare ci sarà infatti la presidenza del Festival stesso,
che vedrà Maja Hoffmann prendere le redini di Marco Solari, e Alain Berset
lasciare la direzione dell’Ufficio della cultura che verrà sostituito da un
altro consigliere o un’altra consigliera federale. “Ci saranno però anche dei
cambiamenti a livello statutario nell’organizzazione del Festival. Tutto questo
deve quindi garantire il funzionamento dello stesso anche in futuro, e io sono
convinta che così sarà. Da parte del Cantone il sostegno non mancherà, perché è
un evento importante per il nostro territorio”.
Da Solari a Hoffmann
Quest’anno come detto, ci sarà un
importante – e delicato – passaggio del testimone: quello da Marco Solari a Maja
Hoffmann. Solari è infatti sempre stato una certezza per il Festival e Carobbio
ha descritto questo cambiamento come il 'passaggio dalla terra ferma al lago'. “Io
penso che i presupposti per garantire una buona continuità del Festival ci sono,
anche se è chiaro che dei cambiamenti e dei rinnovamenti saranno inevitabili”.
Carobbio sostiene quindi che si continuerà a garantire continuità al festival, “ma
è importante che sia garantita anche la libertà artistica delle proposte
che verranno fatte”. La presidenza del Festival sarà inoltre un po’ meno ticinese.
“L’importante è che ci sia comunque un aggancio non solo a livello di comitato, ma anche di vicepresidenza con la realtà del Ticino e della Svizzera italiana, perché
questo è un festival diverso da altri che conosciamo, e ha quindi una sua importanza
nel panorama svizzero e internazionale”. In questo senso, è fondamentale riuscire a
portare annualmente nuove proposte, cinematografie esordienti e film da Paesi
del sud del mondo, “è questa che deve continuare ad essere la sostanza del Festival
di Locarno: offrire momenti di cultura importanti”.
L’addio di Berset
Un altro addio è quello di Alain Berset, che lascia la
direzione dell’Ufficio federale della cultura. Dopo 12 anni in cui ha presenziato
annualmente al Festival di Locarno per sostenere la manifestazione, dall’anno
prossimo non sarà più così. Inoltre, non è ancora chiaro se vi sarà un rimpasto
nei Dipartimenti. Secondo Carobbio, che la politica federale la conosce bene, “è
troppo presto per poter dire chi assumerà questo ruolo, non sappiamo ancora da
chi arriveranno le candidature. Questo dipenderà anche dalle elezioni federali”.
Quello che è importante per la direttrice del DECS è quindi “trasmettere quello
che si è sentito raccontare oggi, così come l’importanza che ha questo evento
per la Svizzera in modo da garantirne il sostegno da parte della Confederazione
anche in futuro”. I presupposti, per Carobbio, ci sono: “Alain Berset ha dato
tanto alla cultura e al Festival in tutti questi anni, quindi spero che chi succederà
a lui continui su questa scia”.

