Federali 2023
Bignasca: “Avere un solo candidato d'area per gli Stati è controproducente”
Redazione
07.06.2023 18:39

Il capogruppo della Lega dei ticinesi Boris Bignasca auspica una modifica dell’accordo con l’UDC, in modo che anche il movimento di via Monte Boglia possa proporre un nome per la Camera Alta alle elezioni di ottobre.
Avere un solo candidato di
area per il primo turno della corsa agli Stati alle federali di ottobre, e non
due, è uno svantaggio. Ne è convinto il capogruppo della Lega dei ticinesi Boris
Bignasca, secondo cui quel punto dell’accordo con l’UDC va ridiscusso. “Credo
che sia un handicap per tutta l’area, anche per Marco Chiesa che si ripresenta
agli Stati”, ha affermato Bignasca nel corso della trasmissione “Detto tra noi”
in onda su TeleTicino. Fondamentalmente “questo è l’accordo in vigore: se non verrà
modificato non presenteremo un candidato”. Dovessero però variare le carte in
tavola “sarebbe un vantaggio sia per la Lega, sia per l’UDC. Chiederemo ai democentristi
di cambiare idea”.
“Mobilitare l’elettorato leghista, ma senza puntare al ballottaggio”
Questa rischia però di
essere l’ennesima pietra di inciampo sulla strada dell’alleanza tra i due
partiti, soprattutto perché i democentristi da quell’orecchio non sembrano
sentirci benissimo. Lo scopo in ogni caso, ha spiegato ancora Bignasca, non è
mettere i bastoni tra le ruote all’uscente Marco Chiesa. “L’idea di candidare
una persona agli Stati nell’area della Lega è fatta soprattutto per il primo
turno, per mobilitare l’elettorato leghista al 22 ottobre”, ha precisato il
capogruppo. “È una candidatura che, in teoria, non è fatta per andare al
ballottaggio, ma più per ‘accompagnare’ Chiesa”.
I nomi e il nuovo ruolo
Domenica prossima la Lega
si riunirà in assemblea per approvare la lista per la corsa alle federali.
Bignasca ha dato al 99% le candidature di Daniele Caverzasio, Sem Genini e
Michele Guerra. Non ci sarà invece verosimilmente Sabrina Aldi. Ma non è tutto:
il movimento potrebbe tornare ad avere un coordinatore unico. Dopo Giuliano Bignasca
e il fratello Attilio, pare che i tempi siano propizi per un terzo Bignasca. “Dovesse
esserci questa esigenza organizzativa e un largo consenso, sarebbe difficile
per me dire di no”, ha confermato il granconsigliere. “Io non sgomito per avere
questo ruolo. Potrei accettare, ma a condizione che non sia una carica divisiva,
cosa che potrebbe essere, perché i partiti politici sono fatti di consenso, ma
anche di dissenso, il che è legittimo”.

