Ticino
AIL, ecco quanto guadagnano i membri del CdA
Andrea Leoni, Filippo Suessli, Laura Milani
23.09.2026 18:09

I documenti consultati permettono di ricostruire le forchette degli emolumenti del CdA delle AIL nel primo semestre 2026, tra compensi fissi e variabili legati a commissioni e riunioni. Per il presidente si parla di compensi fino a 90mila franchi in sei mesi. Lukas Bernasconi: «AIL in linea con le altre società svizzere»
Il dibattito sulle aziende pubbliche di Lugano è rovente e riguarda soprattutto governance e trasparenza. Tra gli aspetti più delicati c'è quello delle remunerazioni dei Consigli d'amministrazione delle aziende municipalizzate. Un caso emblematico è quello delle Aziende Industriali di Lugano (AIL), società interamente pubblica che nel 2025 ha registrato 511 milioni di franchi di cifra d'affari e ha riversato 12 milioni nelle casse comunali. Ma quanto percepiscono i membri del suo Consiglio d'amministrazione? Una
domanda posta a ripetizione negli anni da diverse forze politiche, rimasta finora senza risposta, ma sulla quale siamo in grado di gettare un po' di luce
grazie a documenti che abbiamo consultato. Le cifre si riferiscono al primo
semestre del 2026 e sono al lordo. L'emolumento si compone di una parte fissa e
di una parte variabile dovuta al numero di gruppi di lavoro e di riunioni alle
quali partecipano i singoli consiglieri. La parte fissa non è uguale per tutti,
ma dipende dalla carica che si ricopre nel CDA. Si tratta di forchette poiché l'emolumento preciso dipende da variabili non
calcolabili con precisione.
I nomi e le cifre
Il presidente di AIL è Lucas Bernasconi. Nei
primi sei mesi dell'anno ha percepito tra gli 80 e i 90 mila franchi. È membro
della commissione strategie e finanze nonché di quelle risorse umane del CdA. È
stato eletto in quota Lega e ricopre la carica di capogruppo in consiglio
comunale. Filippo Zanetti, vicepresidente, siede nella
commissione strategie e finanze e presiede la commissione risorse umane. Per
lui il guadagno è tra i 70 e gli 80 mila franchi. È in quota PS ed è
co-presidente della sezione di Lugano. Mario Antonini, segretario del CdA di AIL,
presiede la commissione strategie e finanze e ha percepito tra i 35 e i 45 mila
franchi. È in quota PLR. Fabio Forrer presiede la commissione gestione
rischi e ha guadagnato tra i 30 e i 40 mila franchi. Anche lui è in quota PLR. Paolo Beltraminelli fa parte della
commissione gestione rischi e ha percepito più o meno tra i 25 e i 35 mila
franchi. È consigliere comunale e presidente del centro di Lugano. Stessa cifra
per Marco Chiesa, membro della commissione gestione rischi e municipale UDC. Filippo Lombardi non fa parte di alcuna
commissione e per lui la forchetta va dai 20 ai 30 mila franchi. È municipale
del centro. Potenzialmente un consigliere
d'amministrazione di AIL può quindi guadagnare più di un municipale. Tuttavia,
lo ricordiamo, le riunioni ai gruppi di lavoro incidono in modo significativo
sugli emolumenti e questo può modificare la proiezione sui dodici mesi e di
anno in anno.
Azienda in trasformazione
«È sempre importante contestualizzare», premette a tal proposito il presidente delle AIL Lukas Bernasconi. «Gli emolumenti non sono probabilmente la cosa più importante, la cosa più importante è la società, l'azienda, il lavoro che si sta facendo e soprattutto i risultati. Sicuramente AIL sta vivendo una
ristrutturazione straordinaria che è in atto già da un paio d'anni, che comporta un impegno profondo da parte di tutti. Io ad
esempio lavoro più giorni a settimana solo per AIL. Questo lavoro ha portato ad avere anche dei risultati importanti. Abbiamo una trasformazione dell'azienda che è sempre più pronta alle sfide che
l'attenderanno in futuro». Bernasconi fa quindi un esempio: «Abbiamo ristrutturato tutta la
parte della direzione per avere un
management più condiviso. Oggi posso dire con un certo orgoglio che l'azienda è la numero sei in Svizzera tra i distributori di
elettricità. Vende la maggior parte dell'energia non all'interno del
comprensorio ai clienti vincolati, ma al di fuori. Abbiamo clienti in 20 cantoni della Svizzera e questo è un grande successo e una
continua crescita. Ma soprattutto abbiamo risultati buoni, un'azienda solida e
abbiamo il personale con noi».
In linea con le altre società
Quanto agli emolumenti, Bernasconi spiega che questi «sicuramente
non sono fuori rispetto a quello che è il benchmark delle altre società
svizzere». Ma perché un'azienda pubblica come AIL non può
rendere pubblici e trasparenti esattamente gli emolumenti che prendono i
consiglieri di amministrazione? «Non è una decisione di AIL», risponde il presidente. «Noi rispettiamo
quelle che sono le norme e la giurisprudenza in vigore». Ma c'è una volontà di andare verso una maggiore
trasparenza? «C'è stata una discussione interna, c'è
la volontà di andare verso una maggiore trasparenza e l'idea è,
quando pubblicheremo il nostro rapporto integrato, di avere anche un capitolo
dedicato alle remunerazioni del consiglio di amministrazione». Queste remunerazioni possono fare discutere
anche perché i membri di CdA sono nominati su nomina politica. «È vero che siamo di nomina politica,
però è anche vero che all'interno del CdA di AIL ci sono delle ottime
professionalità, quasi tutti siamo anche diplomati, quindi
abbiamo fatto delle formazioni specifiche. È sbagliato dire che si tratta solo di una nomina politica, perché la politica deve nominare le persone giuste al
posto giusto».

