Scuola
Agenda e diario, un matrimonio finito male
Redazione
27.08.2023 08:00

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Tra agenda e diario, la confusione regna sovrana. L’utilizzo è identico, i destinatari sono gli stessi, ma le pubblicazioni sono due e ben distinte, anche se fino a 4 anni fa erano unite in matrimonio.
Primo
settembre 1939: le truppe tedesche invadevano la Polonia dando il via alla
Seconda Guerra Mondiale. Proprio in quei giorni, in cui poco lontano si
scriveva uno dei capitoli più drammatici della storia, in Ticino gli allievi
del cantone iniziavano la scuola con una novità tra le mani: il diario
scolastico, uno strumento che, citando dal proemio, “evita dannose sproporzioni
derivanti da alternative d'ozio o sovraccarico di lavoro”. Costava un franco e
a produrlo era l’istituto editoriale ticinese. “L’obiettivo era quello di avere
un rapporto tra docenti e famiglia”, spiega a Ticinonews il direttore dell’istituto
Fabio Casagrande. “Era molto severo: per un’assenza occorrevano le firme del
direttore, del docente e del padre. Era proprio quest’ultimo a gestire i
rapporti tra il figlio e la scuola”.
Da bianco e nero ai colori
Nella sua
evoluzione il diario si trasformò in uno strumento indispensabile per gli
studenti, e da bianco e nero diventò a colori. “Negli anni 80’ si iniziò a dare
mandato a degli illustratori per fare le copertine e poi, a metà del decennio, ci
fu un primo interesse da parte del Dipartimento delle opere sociali per inserire
nella nostra agenda un inserto sulla salute”, prosegue Casagrande. “Avevano infatti
constatato che si trattava di uno strumento molto diffuso tra i ragazzi, per
cui, era un modo nuovo per avvicinarli facilmente”. Un inserto di poche pagine
con un quiz dove, per esempio, si chiedeva se fosse vero che dopo Chernobyl
occorreva evitare il consumo di insalata russa. L’anno successivo anche il Dipartimento
dell’ambiente inserì una pagina per sensibilizzare sul compostaggio.
Il “divorzio”
La
collaborazione si è intensificata diventando un vero matrimonio: per 20 anni
diario e agenda sono stati la stessa cosa. Nel 2019, però, il cantone ha
chiesto il divorzio. Da allora le due entità sono completamente separate. Una,
l’agenda scolastica, viene autoprodotta dal cantone e distribuita gratuitamente
nelle scuole. L’altra, il diario, si trova in vendita in librerie e negozi. “Onestamente
conosco le ragioni di questo strappo. Io vedo le cose da imprenditore privato”,
commenta ancora Casagrande. “Sta eventualmente ai membri del Governo capire se sia
giusto che lo Stato si faccia concorrente di un’iniziativa privata che esiste
da 80 anni. Noi continuiamo con il nostro lavoro di editori valorizzando anche
tutta quella filiera del libro che al momento sta soffrendo. Stanno infatti chiudendo
delle librerie ed è strano anche che il Cantone non capisca che un’iniziativa
privata potrebbe aiutare tutto il settore del libro: le cartolerie, le librerie
e i commerci potrebbero guadagnare qualche franco dalla vendita dell’agenda”.

