Lugano
"Abusi edilizi a Sonvico, il Municipio ne era a conoscenza?"
Redazione
17.09.2025 15:28

Foto: ©Chiara Zocchetti
La consigliera comunale Sara Beretta Piccoli (Verdi Liberali) interpella l'Esecutivo circa la presunta presenza di amianto in alcuni inerti scaricati abusivamente in un'area agricola di Dino. "Si intende attivare i controlli necessari per verificare la pericolosità del materiale?"
A seguito di segnalazioni ricevute da cittadini, risulta che in zona
Dino, a margine di un intervento edilizio di demolizione e ricostruzione, “gli
inerti derivanti dai lavori siano stati scaricati abusivamente su un terreno
privato situato in area agricola e boschiva”. È quanto riferisce in un’interpellanza
la consigliera comunale di Lugano Sara Beretta Piccoli (Verdi Liberali). Da
analisi chimiche commissionate privatamente “risulterebbe che tali materiali
contengano tracce di amianto crisotilo (amianto bianco), sostanza altamente
pericolosa per la salute e sottoposta a severe normative per quanto riguarda il
trattamento e lo smaltimento”.
La segnalazione
La situazione, viene spiegato nell’interpellanza, è stata denunciata l’11
luglio scorso all’Ufficio edilizia privata della Città di Lugano. A fronte di
tale segnalazione, “l’ufficio si è limitato a rispondere invitando la persona
segnalante a ‘documentare e circostanziare’ ulteriormente la propria
comunicazione, senza tuttavia attivare verifiche né procedere alla trasmissione
del dossier ai servizi cantonali competenti”. Interpellato in seguito, “il
responsabile cantonale ha confermato di non aver ricevuto alcuna segnalazione
ufficiale da parte del Comune”.
Le criticità
Questo comportamento “solleva diversi interrogativi”. Da un lato, vi è la
questione procedurale: “perché l’Ufficio edilizia privata non ha trasmesso
senza indugi la segnalazione agli uffici cantonali, come sarebbe stato doveroso
in presenza di una possibile contaminazione da amianto?” Dall’altro lato, vi è
la questione sanitaria e ambientale: la presenza di amianto in una zona
agricola e boschiva “non può essere liquidata come una semplice contestazione
edilizia, ma costituisce un potenziale rischio per la salute pubblica e un
illecito ambientale di particolare gravità”. Altra criticità riguarda la
ristrutturazione parziale dello stabile, “in quanto i progetti presentati non
sono stati rispettati e si è quindi proceduto ad una ristrutturazione totale”.
Le domande
Si chiede
quindi al Municipio se conferma di essere a conoscenza della vicenda e della
segnalazione dell’11 luglio, e per quali motivi l’Ufficio edilizia privata non
ha provveduto a trasmettere la segnalazione ai competenti servizi cantonali. Si
domanda altresì all’Esecutivo se intende attivare i controlli necessari, con
sopralluoghi e campionamenti ufficiali, per verificare la natura e la
pericolosità del materiale depositato, e quali misure concrete saranno
intraprese per garantire la bonifica dell’area qualora venga confermata la
presenza di amianto o di altri rifiuti pericolosi. Beretta Piccoli vuole anche
sapere in che modo si intende garantire, in futuro, che simili segnalazioni non
vengano sottovalutate e che il coordinamento tra Comune e Cantone funzioni in
maniera tempestiva ed efficace.
Di seguito le altre domande poste
all’Esecutivo:
Quando è stato effettuato il sopralluogo al cantiere da parte degli uffici competenti, ossia da parte del Controllo Cantieri?
È stato redatto un rapporto dell’esperto riguardo gli abusi edilizi, a seguito della verifica tecnica? Se sì, dove si può vedere?
Sono stati verificati gli abusi edilizi in relazione al progetto annunciato agli uffici preposti?
È stato verificato il dossier da inizio dei lavori, compreso il permesso di costruzione e notifiche d’intervento durante i lavori?
Il Cantone è stato informato della situazione riguardo gli abusi e l’amianto? Se sì, a chi è arrivata l’informazione? È al corrente che negli scarti edilizi scaricati abusivamente era presente dell’amianto? È stata comminata una multa ai trasgressori?
Quando si pensa di far ripristinare la zona di scarico abusivo?

