Dogana
Trasportava 2 kg di esplosivi in Svizzera, promossa l'accusa
Redazione
22.08.2022 12:09

Foto: I controlli alla dogana di Thayngen. Immagine archivio Shutterstock
Un 51enne olandese fermato alla dogana di Thayngen lo scorso novembre dovrà rispondere di trasporto di materie esplosive e violazione della legge federale sugli esplosivi.
Due chili di esplosivi e diversi oggetti sospetti, tra cui
un piede di porco, un martello, una mazza da fabbro, due troncabulloni, dei
passamontagna, quattro taniche di benzina, targhe contraffate, lastre di
metallo e un fuoco a mano della marca «Albatros».
È quanto hanno trovato durante un’ispezione i funzionari doganali a bordo di un
camion che il 3 novembre 2021 stava entrando in Svizzera alla dogana di
Thayngen (SH) dalla Germania. Ora, a 10 mesi di distanza dai fatti, il
Ministero pubblico della Confederazione ha promosso l'accusa nei confronti del
camionista, che era stato arrestato subito dopo la scoperta. L'uomo, un 51enne
olandese, dovrà rispondere di trasporto di materie esplosive e violazione della
legge federale sugli esplosivi di fronte al Tribunale penale federale.
L'obiettivo forse esplodere un bancomat
Secondo l'accusa l'imputato aveva l'obiettivo di consegnare
gli esplosivi e gli altri oggetti confiscati a sconosciuti in Svizzera,
probabilmente per far saltare un bancomat. Stando all'MPC l'uomo sapeva che i
pacchi si trovavano in una borsa nel veicolo e accettava che si trattasse di
esplosivi. Inoltre, avrebbe saputo o almeno presunto che gli esplosivi erano
destinati a un uso delittuoso e che sarebbero stati usati con l'intento di
commettere un crimine o delitto. Stando al MPC, al momento delle indagini non
sussistevano indizi di azioni di stampo terroristico. Questo vale ancora oggi.
L'uomo non aveva l'autorizzazione per importare esplosivi
Esplosivi e pezzi pirotecnici come il fuoco a mano
necessitano di un'autorizzazione ufficiale per essere importati in Svizzera. Il
51enne ne era sprovvisto. Secondo l'accusa l'uomo, trasportando gli esplosivi,
ha anche contravvenuto alle disposizioni di protezione e sicurezza in vigore.
Il camion era rubato e lui non aveva la patente
Dagli accertamenti del MPC è emerso che il veicolo guidato
dall'imputato risultava rubato nei Paesi Bassi e che circolava con una targa
contraffatta. Il camionista, inoltre, guidava senza licenza di circolazione e
senza assicurazione di responsabilità civile. Per questo motivo è anche accusato
di ripetuta violazione della legge federale sulla circolazione stradale.
Il procedimento
Il procedimento è stato condotto dal MPC visto che è
competente per i reati concernenti esplosivi. L'inchiesta è avanzata
rapidamente anche grazie "alla buona collaborazione nazionale e
internazionale", si legge nella nota diramata dal MPC. Questo nonostante sia
stata effettuata anche una perquisizione a casa dell'uomo nei Paesi Bassi, cosa
che ha rappresentato un maggiore dispendio di tempo.
Proposta la carcerazione di sicurezza
Dal suo arresto, l'imputato si trova in carcere preventivo.
Con il deposito dell'atto di accusa, il MPC ha proposto al giudice dei
provvedimenti coercitivi la carcerazione di sicurezza dell'imputato. Le
proposte di sanzione verranno rese note in occasione del dibattimento al
Tribunale penale federale di Bellinzona. Fino alla decisione passata in
giudicato, ricorda il MPC, vale la presunzione d'innocenza.

