Dimissioni Sommaruga
Sommaruga lascia grandi dossier ancora aperti al Datec
Keystone-ats
03.11.2022 06:04

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Approvvigionamento, transizione energetica, sostegno dei media e statuto di PostFinace. Sono alcuni dei dossier con cui si troverà confrontato il successore di Simonetta Sommaruga.
Simonetta Sommaruga
lascia sul tavolo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti,
dell'energia e delle comunicazioni (Datec)
alcuni scottanti dossier. Primo fra tutti quello relativo
all'approvvigionamento energetico del Paese per i prossimi anni. Il rischio di
una carenza di elettricità quest'inverno sta agitando l'Europa da mesi. Berna
ha già adottato una serie di misure: riserve idroelettriche, centrali di
riserva, generatori di emergenza, aumento della capacità di stoccaggio, opzioni
di fornitura di gas, un meccanismo di salvataggio per le principali società
elettriche e una campagna nazionale di risparmio. Sommaruga si è impegnata su
tutti i fronti negli ultimi mesi per indirizzare la Svizzera sulla buona
strada. Chi le succederà dovrà mantenere lo slancio, cercando in particolare di
ottenere accordi di mutuo sostegno con i Paesi vicini. A lungo termine, dovrebbe
essere trovata un'intesa sull'elettricità con l'Unione Europea, in stallo da
quando i negoziati sull'accordo quadro con Bruxelles sono stati bruscamente
interrotti.
Transizione energetica
Parallelamente sarà
necessario completare la transizione energetica e aumentare la produzione
nazionale per ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.
Sommaruga ha proposto di accelerare le procedure di autorizzazione per i grandi
impianti idroelettrici ed eolici e ha presentato una grande riforma energetica.
Il piano prevede di aumentare la produzione di elettricità da fonti
rinnovabili, soprattutto in inverno. Il nuovo o la nuova responsabile del Datec dovrà difenderlo in Parlamento,
dove si prevede che alcuni membri sfrutteranno l'occasione per cercare di
indebolire i requisiti ambientali.
La questione dell’energia solare
Dovrà anche condurre
la campagna per il controprogetto all'iniziativa sui ghiacciai. La
controproposta, appena approvata dal Parlamento, mira alla neutralità dal punto
di vista delle emissioni di CO2 entro il 2050. Include programmi di
incentivazione per la sostituzione di sistemi di riscaldamento inquinanti, per
il rinnovamento energetico e per l'innovazione nelle aziende. Ci sarà anche
un'offensiva per l'energia solare. L'Udc ha lanciato un referendum. Il partito
è attualmente isolato sulla questione, ma sta facendo leva sul suo ultimo
successo messo a segno contro la legge sul CO2. Una nuova revisione della legge
in materia è anche all'ordine del giorno del Parlamento. Si focalizza sugli
incentivi piuttosto che sulle tasse. L'obiettivo è dimezzare le emissioni di
gas a effetto serra entro il 2030 rispetto al 1990. Oltre all'energia, saranno
di attualità anche temi come la biodiversità e la tutela del paesaggio. Il
Parlamento sta discutendo due iniziative in materia e a ciascuna viene opposto
un controprogetto. Al centro dei dibattiti c'è in particolare la protezione del
17% del territorio e la messa in rete delle aree tutelate, così come la
stabilizzazione del numero di edifici su terreni non edificabili, anche se con
delle eccezioni.
Media e PostFinance
Anche il futuro del
sostegno dei media, lo statuto di PostFinance e i problemi finanziari delle
Ferrovie Federali Svizzere (Ffs) daranno filo da torcere a chi succederà a
Sommaruga. A febbraio, il popolo ha respinto un budget di 151 milioni di
franchi per sostenere il giornalismo. Da parte sua il Parlamento non ha voluto
salvare i punti incontestati del progetto. A settembre le Camere hanno di nuovo
affossato il progetto di privatizzazione di PostFinance, che avrebbe permesso
alla filiale della Posta di concedere prestiti e ipoteche in modo indipendente.
Le Ffs, invece, hanno registrato una perdita di 142 milioni di franchi nel
primo semestre dell'anno e stanno ancora lottando per riprendersi dal calo del
numero di passeggeri dovuto alla pandemia.

