Svizzera
Rifiuti nucleari in Svizzera, la soluzione è più vicina
Redazione
20.11.2024 08:00

Foto: © Shutterstock
Avanzata la prima domanda di realizzazione per il deposito elvetico di scorie. Dovrebbe sorgere nel Canton Zurigo ed essere utilizzabile dal 2050, ma prima il popolo potrebbe votare. Al mondo, solo uno è a uno stadio avanzato.
Prendete
una piscina olimpionica e riempitela di scorie nucleari. Ad alta temperatura e
radioattive, pericolosissime per decine e decine di migliaia di anni. Questa è
la precisa dimensione della delicata questione che la cooperativa nazionale per
il deposito delle scorie nucleari Nagra deve gestire; 2’500 metri cubi di
rifiuti fortemente radioattivi e fino a centomila di rifiuti a bassa e media
attività. Ieri la cooperativa, creata nel 1972, ha avanzato la sua
domanda di realizzazione di un deposito a Stadel, nel Canton Zurigo. Oltre
cinquant’anni di attività e di studi per arrivare a questo momento, definito
infatti dai dirigenti una pietra miliare. Se tutto andrà per il verso giusto e
se il popolo svizzero sarà d’accordo - è infatti possibile e probabile un
referendum - nel 2050 potranno essere stoccati i primi rifiuti nucleari a bassa
e media attività. Dal 2060, quelli altamente pericolosi.
Un lavoro lunghissimo
alle spalle e altrettanto lungo davanti, per risolvere un problema condiviso con
il resto del mondo e che quasi nessuno ha ancora risolto. “Se dobbiamo dire quale centrale nucleare ad oggi, nel
mondo, ha completato il ciclo, dal disegno fino allo stoccaggio finale delle
scorie, la risposta è nessuna”, afferma Maurizio Barbato, direttore dell’istituto di ingegneria meccanica e tecnologia dei materiali della Supsi. “C’è un progetto, ormai quasi terminato, di un
sistema di stoccaggio definitivo per le scorie nucleari nella costa sud occidentale
della Finlandia. Si tratta di un repositorio in roccia di granito a una profondità di
500 metri in cui si potranno stoccare circa 3'200 recipienti contenenti scorie nucleari, per un totale di 6'500 tonnellate, ovvero la produzione della
Finalndia". In Svizzera, "noi dobbiamo quindi pensare a un nostro deposito definitivo”.
Il desiderio di una soluzione condivisa
Gli
scienziati della Nagra sono dunque in buona compagnia nel risolvere un grattacapo
non indifferente, nel quale si mischiano problemi scientifici, come la scelta del luogo,
ma anche psicologici e politici, per far sì che la popolazione accetti.
Ed è anche per questo che la stessa Nagra si è detta favorevole a un
referendum, per il desiderio che la soluzione scelta sia alla fine condivisa. I
problemi, tuttavia, non sono finiti, poiché bisogna pensare anche a ogni
possibile conseguenza ed evenienza a lungo, lunghissimo termine. Proprio come
hanno fatto in Finlandia. “Il repositorio di Onkalo è studiato per 100'000 anni
di stoccaggio, perché questo è il tempo sufficiente per far sì che il plutonio diventi inoffensivo”, aggiunge Barbato.
Un lungo percorso
È ancora lungo il lavoro della Nagra, così come quello delle autorità politiche
comunali, cantonali (non solo di Zurigo, ma anche di Argovia e Sciaffusa, i
cantoni coinvolti) e nazionali. E questo per le scorie prodotte fino a oggi e
fino all’esaurimento delle centrali in funzione. Dopodiché, se ne nasceranno di
nuove, si dovrà ricominciare da capo.

