Palazzo federale
No degli Stati alla sottocommissione congiunta su scandali di vasta portata
Keystone-ats
27.09.2022 09:28

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La Camera dei cantoni ha respinto la proposta del Nazionale. Fässler, Centro: “gli attuali strumenti di controllo del parlamento bastano e avanzano.”
Non ci sarà alcuna
sottocommissione congiunta per indagare su scandali di vasta portata. Oggi il
Consiglio degli Stati ha respinto per 26 voti a 18 la proposta della Conferenza
di conciliazione, approvata invece ieri dal Nazionale. Il dossier è liquidato.
Cosa prevedeva la proposta
Il disegno di legge
prevedeva che le quattro commissioni parlamentari di vigilanza (gestione e
finanze) istituissero una sottocommissione congiunta quando devono trattare
casi particolarmente complessi.
Le divergenze tra le Camere
La divergenza che ha
diviso le Camere riguardava l'accesso alle informazioni. Nelle sue
deliberazioni, la Conferenza di conciliazione ha approvato le proposte uscite
dal Consiglio nazionale, ossia che la futura sottocommissione abbia accesso ai
verbali delle riunioni del Consiglio federale e ai documenti classificati come
"segreti", e che possa convocare anche persone per svolgere le
proprie indagini. Questi diritti estesi sarebbero stati possibili solo in caso di
necessità.
No degli Stati, progetto archiviato
Il Consiglio degli
Stati si è sempre detto contrario a concedere alla futura sottocommissione un
accesso illimitato alle informazioni. Oggi la Camera dei cantoni ha ribadito
questa posizione, respingendo le proposte della Conferenza di conciliazione: un
voto che equivale all'archiviazione pura e semplice del progetto.
“Gli attuali strumenti del Parlamento bastano”
Secondo Daniel
Fässler (Centro/AI), che ha chiesto di respingere la proposta di compromesso,
il Parlamento non ha bisogno di sottocommissioni ad hoc: gli attuali strumenti
di controllo del parlamento bastano e avanzano.

