Carenza energetica
“Metterebbe a rischio le aziende e i posti di lavoro”
Keystone-ats
30.08.2022 12:52

Foto: © CdT/Gabriele Putzu
“Una carenza energetica metterebbe a rischio aziende e impieghi”. Swissmem lancia l’allarme e propone 3 soluzioni.
Aumentano fatturato e ordini, ma l’atmosfera
che si respira nell’industria metalmeccanica ed elettrica svizzera (MEM) non fa
salti di gioia, anzi, è preoccupata per un’eventuale penuria energetica.
“A rischio le aziende e i posti di lavoro”
"Una carenza di
energia o di gas deve essere evitata a tutti i costi: metterebbe in pericolo le
aziende e i loro posti di lavoro", afferma Martin Hirzel, presidente
dell'associazione di categoria Swissmem, citato in un comunicato odierno.
“Chi dipende tecnicamente da una fornitura energetica ininterrotta va esentato dai razionamenti”
Per i suoi processi
produttivi, l'industria dipende in modo vitale da una fornitura ininterrotta di
energia: solo alcune delle aziende MEM sono in grado di assorbire eventuali
interruzioni attraverso una pianificazione flessibile della produzione, mette
in guardia l'organizzazione. Le aziende i cui processi produttivi richiedono
temperature elevate, invece, sono assolutamente dipendenti da una fornitura
ininterrotta: se questa dovesse venire a mancare, si vedrebbero costrette ad
interrompere completamente la produzione. Secondo Hirzel quindi le società
industriali che dipendono tecnicamente da una fornitura energetica ininterrotta
devono essere esentate da qualsiasi razionamento di gas ed elettricità.
Swissmem giudica
incoraggiante che la Confederazione stia cercando di sviluppare importanti
capacità di riserva per la produzione di elettricità. Tuttavia questo non è
ritenuto sufficiente.
Le soluzioni dell’industria MEM
In primo luogo, a
detta dell'associazione, occorre risparmiare energia da subito. È necessaria
un'alleanza nazionale tra imprese, amministrazione e popolazione; durante il
periodo in cui sono in funzione i riscaldamenti, la temperatura negli
appartamenti, negli uffici, nelle sale di produzione, nei musei e nei centri
commerciali non dovrà superare i 19 gradi. Secondariamente per gli impianti a
doppio combustibile bisogna passare dal gas all'olio da riscaldamento; secondo
le stime di Swissmem si potrebbe in tal modo risparmiare fino al 20% del
consumo annuale di gas. Terzo, è necessario creare incentivi mirati, per
convincere ad esempio le società ad alto consumo di elettricità a ridurre la
loro domanda. Quarto, in caso di una situazione di carenza bisogna abbattere i
picchi di consumo spostando la produzione alla notte o alla domenica.
Sul medio e lungo
periodo, serve inoltre apertura riguardo alle fonti energetiche - non è
possibile eliminare allo stesso tempo in modo graduale nucleare e fossile - e
uno snellimento delle procedure di autorizzazione. "La Svizzera non può
più permettersi anni di ritardi nei progetti di centrali elettriche",
osserva Hirzel.
Il bilancio del primo semestre 2022
Nel primo semestre le
commesse sono aumentate (su base annua) del 10%, il fatturato è salito del 12%
e le esportazioni sono progredite del 9%. Dopo sei trimestri di crescita il
volume degli ordini è nel frattempo superiore del 30% al livello pre-crisi
(ultimi tre mesi del 2019). Tuttavia, nel secondo trimestre di quest'anno lo
slancio è rallentato.
"Lo sviluppo
delle commesse e del fatturato nel nostro settore è incoraggiante",
afferma il direttore di Swissmem Stefan Brupbacher, citato nella nota.
"Tuttavia, questa è solo una mezza verità. I problemi nelle consegne e,
soprattutto, il forte aumento dei prezzi di energia e materie prime hanno fatto
lievitare notevolmente i costi di produzione. Non tutte le aziende sono in
grado di trasferire rapidamente l'aumento dei costi ai propri clienti. In
particolare l'esplosione dei costi energetici mette in pericolo l'esistenza di
talune aziende", conclude il dirigente con dottorato in giurisprudenza.

