Crisi energetica
L’Usam avanza tre richieste al Consiglio federale
Keystone-ats
23.08.2022 17:23

Foto: ©Chiara Zocchetti
Dall’estensione della durata dei contratti al ritorno alle tariffe dell’approvvigionamento di base. È quanto chiesto dall’Unione svizzera delle arti e mestieri ai ministri dell’energia e dell’economia per aiutare gli imprenditori di fronte all’esplosione dei prezzi dell’energia.
Per far fronte
all'esplosione dei prezzi dell'energia l'Unione svizzera delle arti e mestieri
(USAM) avanza ai Consiglieri federali responsabili dell'economia e dell'energia
tre richieste concrete per aiutare gli imprenditori: permettere a chi si rifornisce
sul mercato libero di ritornare all'approvvigionamento di base, concedere una
proroga dei contratti e mantenere basso l'interesse sul capitale investito
nelle reti elettriche.
Le richieste
In una lettera alla
ministra dell'energia Simonetta Sommaruga e a quello dell'economia Guy
Parmelin, l'associazione delle PMI chiede innanzitutto che le aziende che
acquistano l'elettricità sul mercato libero, toccato da un'esplosione dei
prezzi, possano rientrare nella fornitura di base, al fine di attenuare i
costi.
Secondo le attuali
disposizioni della legge sull'approvvigionamento elettrico, ciò non è infatti
possibile: una volta passati al mercato libero, non si può accedere alla
fornitura di base; sul principio "una volta liberi, sempre liberi".
"A prescindere
da un'eventuale carenza di elettricità", un diritto al ritorno alle
tariffe dell'approvvigionamento di base manterrebbe la pressione sui pochi
grandi fornitori di elettricità ("mercato con strutture
oligopolistiche") affinché non aumentino semplicemente i prezzi a
piacimento, scrive l'USAM nella missiva ai due ministri responsabili, a
disposizione in esclusiva per l'agenzia di stampa Keystone-ATS.
In secondo luogo, le
aziende dovrebbero ottenere una proroga dei termini dei loro contratti di
acquisto, in modo da non doverne stipulare di nuovi a prezzi esorbitanti.
In terzo luogo, il
tasso d'interesse sul capitale investito nelle reti elettriche (WACC) dovrebbe
essere calcolato il più basso possibile nella fornitura di base. Per il 2023, è
stato fissato dalla Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) al
3,83%.
“Solo così si può garantire la creazione del valore aggiunti in Svizzera”
Nella sua ultima
lettera ai due membri del Governo, l'USAM afferma che solo se queste tre
richieste venissero attuate si potrebbero correggere "le conseguenze
tariffarie del fallimento della politica" e garantire la creazione di
valore aggiunto in Svizzera.
In definitiva -
rivendica l'associazione delle PMI - si tratta di rendere l'approvvigionamento
energetico il più conveniente possibile per la Svizzera, la sua popolazione e
l'economia, anche in caso di scarsità. Purtroppo - aggiunge - il Consiglio
federale non ha risposto alle proposte avanzate dall'USAM già lo scorso maggio
per disinnescare la situazione.
Concordare degli obiettivi invece di proibire
E in un'altra lettera
del 16 agosto a Parmelin, l'USAM aveva auspicato misure proporzionate nella
gestione di una eventuale carenza, concordando gli obiettivi di risparmio con
le industrie e le catene di creazione di valore aggiunto invece di imporre
divieti o interrompere gli approvvigionamenti per ridurre il consumo di
elettricità.
Per le aziende che
acquistano l'elettricità sul mercato libero e non hanno stipulato contratti di
lunga durata il futuro prossimo e medio termine potrebbe essere particolarmente
difficile. I prezzi dell'elettricità scambiati in borsa sono infatti in forte
aumento. In Svizzera, le aziende interessate sono più di 23'000. Il notevole
incremento dei prezzi dell'elettricità dovrebbe colpire i consumatori per la
prima volta nel 2023.
Ieri il ministro
dell'economia Parmelin ha annunciato alla radio RTS che il Consiglio federale
presenterà presto i suoi piani e le sue ordinanze per far fronte a un'eventuale
carenza di elettricità. Allo stesso tempo, ha chiesto di "evitare la
drammatizzazione".

