Svizzera
La nuova Posta potrebbe consegnare la corrispondenza a giorni alterni
Redazione
29.01.2024 18:40

Foto: © CdT/Gabriele Putzu
La proposta era già stata avanzata nel 2022 dalla Commissione di esperti sul servizio postale universale. Storni: “Vedremo cosa verrà portato in Consiglio federale”. Quadri: “La corrispondenza cartacea ha ancora una sua importanza”.
Il progetto del capo del DATEC Albert Rösti, anticipato dal
domenicale Schweiz am Wochenende, è destinato a far discutere. Distribuzione
della corrispondenza solo tre giorni feriali a settimana e abbandono della
Posta A, ovvero quella con consegna garantita il giorno seguente. Si parla
anche di allentamento delle norme sulla distanza degli uffici postali dai
cittadini: oggi devono essere al massimo a 20 chilometri, potrebbero diventare
di più. Proposte, queste, già avanzate nel 2022 dalla Commissione di esperti sul servizio postale universale, in un rapporto che ora sembra tornato di attualità. “Ci era stato presentato in Commissione e successivamente era stato accantonato, anche con la motivazione che dal 2030 di giornali e periodici non ce ne saranno più”, spiega ai microfoni di Ticinonews Bruno Storni, membro della Commissione trasporti e telecomunicazioni del Consiglio nazionale. “Adesso sembra che effettivamente Rösti abbia preso in mano il rapporto e intenda portare qualcosa in Consiglio federale”.
Quadri: "La posta realizza milioni di utili ogni anno"
Le misure riguardanti la consegna delle lettere sarebbero
una diretta conseguenza del drastico calo nel loro uso: sono passate in cinque
anni da 2 a 1,6 miliardi. “Il volume di corrispondenza cartacea diminuisce, ma
tra diminuire e quasi azzerarsi c’è una bella differenza”, precisa dal canto
suo il deputato Lorenzo Quadri, anche lui membro della CTT. La corrispondenza
cartacea “ha ancora una sua importanza, la Posta può permettersi di fornire questo
servizio e la Confederazione deve pretendere che ciò avvenga”. Il
gigante giallo, infatti, “fa forse meno utili rispetto al passato, ma ne realizza
comunque centinaia di milioni ogni anno e ha anche il margine finanziario per dilettarsi
con l'acquisto di foreste in Turingia”. Il Consiglio
federale “farebbe bene a ricordare alla Posta che il suo compito fondamentale è
di fare la Posta e i margini finanziari per continuare a farlo indubbiamente ci
sono”.
Secondo Storni, infine, oltre a valutare cosa succederà nei
prossimi anni, resta da vedere se la Posta sarà interessata ad abbandonare tali
servizi. “Ci lasceremo sorprendere anche da cosa deciderà il Consiglio federale,
perché penso che dal rapporto che verrà discusso partiranno delle decisioni per
approfondire queste misure”, termina il deputato.
Forte: “Pronti a contrastare questo piano con qualsiasi mezzo”
Le proposte sopracitate non incontrano il favore dei sindacati,
sorpresi che il tema stia tornando al centro del dibattito. “Noi non eravamo assolutamente
a conoscenza di questo progetto. Abbiamo letto i giornali come tutti e siamo in
attesa di avere maggiori dettagli”, afferma Marco Forte, responsabile di
Syndicom per Ticino e Moesano. Se tale progetto venisse confermato “è chiaro
che ci sarebbero importanti tagli per il personale e un drastico peggioramento del
servizio alla popolazione. Noi come sindacato abbiamo detto che siamo pronti a
contrastare con ogni mezzo questo piano e a intraprendere qualsiasi forma di lotta
sindacale”.
“Nessuna necessità di mettere in atto un piano così estremo”
Neppure la diminuzione della corrispondenza cartacea
rappresenta per Forte un valido motivo per ridurre il servizio. “Il calo delle lettere
c’è sempre stato e si è sempre fatto fronte riorganizzando il personale senza
dover mettere in atto misure così drastiche”, ricorda il sindacalista. Ad oggi “ci
sono i pacchi che compensano il calo delle lettere e anche altri servizi svolti
oggi dai postini e che in futuro potranno essere ampliati. Non c’è nessuna
necessità di mettere in atto un piano così estremo e a nostro avviso insensato”.

