Svizzera
Investimenti per le strade, si valuta il referendum
Redazione
22.02.2023 13:38

L’Associazione traffico e ambiente (ATA) e i Verdi valutano la possibilità di lanciare un referendum contro i programmi d'investimento nelle infrastrutture di trasporto approvati oggi dal Consiglio federale.
Fa già
discutere il Messaggio concernente il Programma di sviluppo strategico PROSTRA
2023 presentato oggi dal Consiglio federale. Secondo l’Associazione traffico e
ambiente (ATA) e i suoi alleati, il progetto, che prevede due
grandi programmi d'investimento nelle infrastrutture di trasporto per
complessivi 13,2 miliardi di franchi, “si
contrappone totalmente agli sforzi per raggiungere gli obiettivi climatici”. I piani
di ampliamento pianificati “sono sovradimensionati e inadatti a risolvere i
problemi viari esistenti”. Come si è sempre visto in passato “più strade
portano più traffico”.
“Il risultato? Un aumento delle ore in colonna”
Ogni ampliamento
autostradale, si legge in un comunicato di ATA, “comporta un aumento del volume
di traffico”. Velocemente si formano nuovi ingorghi e si torna a chiedere nuove
strade. Il risultato “è un aumento delle ore in colonna, degli inquinanti
atmosferici, del rumore e del CO2”. Al contempo “si perde prezioso terreno
agricolo e di biotopi”. Nonostante ciò, il Consiglio federale “intende
costruire nuove tratte potenziando la rete delle strade nazionali”, denuncia
Ruedi Blumer, presidente dell’ATA. Il Governo “non sta risolvendo nessun
problema viario, ma sta addirittura pianificando dei progetti che sono
osteggiati dai Comuni e dalle Città interessate. Sono necessarie delle misure
risolutive per diminuire e trasferire il traffico”.
Le proposte
Secondo l’ATA, si
dovrebbero perseguire altre strategie: il
passaggio ai trasporti pubblici, la riduzione della velocità e di conseguenza
del rumore, l’uso del ‘carpooling’, il supporto al lavoro da casa e lo sviluppo
dell’infrastruttura ciclabile “permettono di orientare le abitudini legate alla
mobilità e riducono il volume del traffico, il rischio di ingorghi e incidenti,
così come l'inquinamento dell’ambiente”. Il potenziamento delle strade “è la via sbagliata in
termini di politica dei trasporti, pianificazione territoriale e strategia
ambientale e climatica”. I progetti “mancano l’obiettivo e sono
in contraddizione con gli impegni climatici della Svizzera”.
L’auspicio
L’ATA
si augura che le Camere federali correggano e riducano questo “esagerato”
programma di costruzione di strade. In questa forma la lista di progetti
previsti “è inaccettabile”. A queste condizioni, l’Associazione e i suoi
alleati faranno tutti gli sforzi necessari per fermare questo pacchetto di
ampliamento stradale “sovradimensionato e ostile al clima”. L’alleanza per il
lancio di un eventuale referendum si sta infatti costituendo in questi giorni.
Oltre all'ATA, ne fanno parte associazioni nazionali quali Umverkehr e Medici
per l'ambiente, e regionali, come i Cittadini per il territorio e il Gruppo No
alla terza corsia A2.
Scettici anche i Verdi
Spostandoci
sul piano politico, anche i Verdi respingono l'intero progetto di sviluppo
stradale presentato dal Consiglio federale e pensa inoltre di sostenere il
referendum. La Svizzera “non ha raggiunto il suo obiettivo climatico per il
2020 soprattutto a causa del traffico”, scrive il partito ecologista in un
comunicato. Mentre le emissioni “sono diminuite in modo significativo nel
patrimonio abitativo, rimangono pressoché costanti nei trasporti”.
Piani “fuori luogo”
I
piani del Consiglio federale paiono quindi fuori luogo ai Verdi, poiché le
nuove strade “generano più traffico, con veicoli sempre più grandi e pesanti”.
Sono quindi necessari investimenti “in infrastrutture rispettose del clima che
promuovano sia il trasporto pubblico salvaspazio sia la mobilità ciclabile e
pedonale, che fa bene all'ambiente e alla salute”. Inoltre, “le strade
distruggono gli habitat naturali e contribuiscono alla perdita di biodiversità,
che in Svizzera è già sotto pressione”. Per tutti questi motivi i Verdi chiedono
al Governo di adeguare la sua strategia dei trasporti alla situazione attuale e
di allinearla agli obiettivi climatici e ambientali.

