Nucleare
Il sito di stoccaggio Lägern Nord desta preoccupazioni
Keystone-ats
12.09.2022 17:26

Foto: Immagine Admin.ch
I Cantoni Argovia e Zurigo, a cavallo dei quali sorgerà l’impianto, chiedono chiarimenti più approfonditi, in particolare concernenti la sicurezza, e un compenso adeguato per essersi assunti la responsabilità di assolvere questo compito nazionale.
Oggi è stata
ufficialmente designata la futura ubicazione dell'impianto di stoccaggio
nucleare che sorgerà a Lägern Nord, a cavallo fra i cantoni di Argovia e
Zurigo. La notizia ha suscitato diverse reazioni e preoccupazioni in
particolare per la sicurezza degli abitanti e dell'ambiente. Era da ben 50 anni
che in Svizzera si cercava un sito di stoccaggio definitivo per le scorie
radioattive, anno che coincide con la fondazione da parte della Confederazione
e dei gestori di centrali nucleari della Società cooperativa per lo stoccaggio
delle scorie radioattive (Nagra).
Necessari chiarimenti sulla sicurezza
I Cantoni Argovia e
Zurigo chiedono chiarimenti più approfonditi, in particolare concernenti la
sicurezza, e un compenso adeguato "per essersi assunti la responsabilità
di assolvere questo compito nazionale". Il comune di Würenlingen (AG),
sede dell'attuale sito di stoccaggio nucleare provvisorio e dove in futuro
dovrebbero sorgere le strutture di imballaggio per le scorie nucleari,
"continuerà a partecipare attivamente alla pianificazione e alla concezione
di questo progetto del secolo e si assumerà le proprie responsabilità", ha
dichiarato oggi il Consiglio comunale. Anche i comuni di Buchberg e Rüdlingen,
nel canton Sciaffusa, appartengono alla più ampia regione del Lägern Nord. Il
Cantone di Sciaffusa sarebbe stato però più colpito se l'ubicazione scelta
fosse stata "Zurigo Nordest", nella regione del Weinland zurighese.
Sciaffusa, Beringen e Thayngen, tra gli altri, sarebbero stati considerati
"comuni da includere ulteriormente".
Informazione alla popolazione
Gli abitanti della
regione interessata potranno informarsi e avranno l'occasione di porre domande
nel corso di varie manifestazioni pubbliche nei prossimi giorni. La prima si
terrà domani a Stadel (ZH) e la seconda mercoledì a Bülach (ZH). Anche la
popolazione del comune tedesco di Hohentengen verrà informata. Se il sito sarà
confermato, la costruzione delle strutture di superficie per il futuro deposito
interesserà probabilmente 18 proprietari terrieri che verranno espropriati.
Altri quattro dovranno cedere terreni a Würenligen (AG) per gli impianti di
imballaggio delle scorie radioattive. Gli interessati sono già stati informati,
ha dichiarato Monika Stauffer dell'Ufe durante la conferenza stampa. Non si sa
ancora quanto riceveranno. Fra questi non vi sono solo privati, alcuni terreni
appartengono infatti a comuni o ai cantoni di Zurigo e Argovia.
Decisione prematura
Nelle prime reazioni,
la Fondazione Svizzera per l'Energia (Ses) e altre organizzazioni non
governative (Ong) regionali hanno definito prematura la decisione
sull'ubicazione del deposito nucleare. Troppe domande indipendenti dal sito
rimangono in sospeso. Dal canto suo, swissnuclear, l'associazione dei gestori
delle centrali atomiche, ha invece accolto con favore l'annuncio della scelta
del sito da parte della Nagra. In questo modo è stata raggiunta un'importante
pietra miliare per lo smaltimento sicuro delle scorie radioattive provenienti
dalle centrali nucleari svizzere e dei rifiuti federali provenienti dalla
medicina, dall'industria e dalla ricerca.
Preoccupazioni anche dalla Germania
Il Governo tedesco ha
anch'esso espresso le sue preoccupazioni riguardo al sito di stoccaggio
nucleare. La regione Lägern Nord è infatti situata a 15 km dalla regione del
Baden-Wurtemberg, nel sud-ovest della Germania. Il cancelliere tedesco Olaf
Scholz ha affermato oggi di voler "discutere con tutti i responsabili e
con il governo svizzero". L'ubicazione scelta dalla Svizzera "peserà
molto sulle comunità della parte tedesca", ha dichiarato un portavoce del
Ministero dell'Ambiente tedesco. Sono stati avviati contatti in vista di una
"compensazione finanziaria" per i comuni tedeschi interessati, ha
aggiunto. Nonostante la vicinanza del deposito al confine, non è previsto un
utilizzo congiunto da parte di Svizzera e Germania. "È un principio
riconosciuto che ogni Paese deve smaltire i propri rifiuti per conto
proprio", ha risposto il vicedirettore dell'Ufficio federale dell'energia
(Ufe) Roman Mayer a una domanda in tal senso.

