Energia
Il Governo risponde alle critiche: "Le misure adottate bastano"
Keystone-ats
28.09.2022 17:44

Foto: Cdt/Putzu
Il consigliere federale Guy Parmelin ha replicato alle critiche mosse da alcuni partiti in merito alla strategia del Governo per garantire l’approvvigionamento energetico. “Non sottovalutiamo la situazione”.
Il Consiglio
nazionale ha tenuto oggi un dibattito urgente sul tema dei "Prezzi
dell'energia" durante il quale sono state discusse sei interpellanze
depositate dai vari gruppi parlamentari. Nella sua replica, il Consiglio
federale ha sostenuto come le misure che ha adottato per il momento bastino.
Il parere dei liberali
All'inizio delle
discussioni, il liberale-radicale Matthias Jauslin (AG) ha detto che il suo
gruppo non considera la situazione attuale senza speranza. È giusto
incoraggiare le persone a ridurre le temperature nelle loro case, ma occorre
mantenere il sangue freddo: sebbene l'aumento delle tariffe sarà difficile da
digerire dal punto di vista economico, le misure adottate dal Consiglio
federale ci sembrano nel complesso adeguate. Jauslin ha però criticato la
mancanza di anticipazione da parte del Governo: "l'Esecutivo reagisce a
situazioni di emergenza, come se queste carenze fossero apparse dal
nulla". L'argoviese si è poi detto preoccupato delle esitazioni del
Consiglio federale in merito all'integrazione nel mercato europeo
dell'elettricità.
Cosa dice la sinistra
Nicolo Paganini
(Centro/SG) ha accusato il Governo di "passività". "Invece di
discutere le idee proposte dai partiti, presentando i loro vantaggi e
svantaggi, mostrando i rapporti costi-benefici e facendo valutazioni, il
Consiglio federale si nasconde dietro i gruppi di lavoro interdipartimentali
che sono stati istituiti". I Verdi da parte loro hanno ribadito la loro
ricetta per combattere l'incremento del costo dell'energia: concedere sgravi
mirati a coloro che ne hanno veramente bisogno e che sono particolarmente
colpiti dall'aumento dei prezzi. "Riduzioni generali del prezzo dei
combustibili fossili non sono un'opzione per noi", ha detto Aline Trede
(BE). Gli ecologisti sono disposti anche a sostenere le grandi imprese, che
sono a loro volta importanti datori di lavoro.
"I cittadini di
questo Paese sono pronti a sostenere queste misure e a finanziarle, ma a una
condizione: che anche le loro preoccupazioni vengano prese sul serio", ha
aggiunto dal canto suo Cédric Wermuth (PS/AG). Considerato l'aumento dei premi
di cassa malati annunciato ieri, il Governo non deve più tergiversare, ha
aggiunto. Ricordando che il nostro sistema energetico dipende per oltre il 60%
dai combustibili fossili, un quarto dei quali è composto dal gas, il capogruppo
socialista Roger Nordmann (VD) ha sostenuto come tale mix energetico sia un
problema dal punto di vista climatico e anche dal punto di vista della
sicurezza dell'approvvigionamento e dell'economia. A ciò si aggiungono i
problemi riscontrati dal nucleare francese. Per il vodese l'unica strategia
razionale è quella di "liberarsi dalla dipendenza da fonti energetiche
fossili e nucleari ormai obsolete". Per farlo occorre puntare sulle
rinnovabili e sull'efficienza energetica.
L’opinione della destra
Pierre-André Page
(UDC/FR) ha accusato il consigliere federale Guy Parmelin (membro del suo
stesso partito), quando questi ha detto che non abbiamo un problema di
approvvigionamento, di avere lo stesso sguardo di Doris Leuthard quando ha
presentato la Strategia energetica 2050: "convinto, profondo, fisso e solido,
tanto da far tremare il nostro Cervino nazionale". Due sguardi che, però, “nascondono
una realtà completamente diversa: il nostro Paese sta incontrando e continuerà
ad incontrare difficoltà nel garantire l'autosufficienza alimentare ed
energetica alla popolazione". Per Christian Imark (UDC/SO) la Strategia
energetica 2050 è fallita: negli ultimi anni centinaia di milioni di franchi di
sussidi sono stati riversati sull'energia geotermica, eolica e solare, senza
che queste fonti energetiche abbiano rafforzato l'approvvigionamento invernale.
Per il futuro la Svizzera deve abbandonare i divieti sulla tecnologia e sul
pensiero, ha sostenuto alludendo neanche troppo implicitamente alle centrali
nucleari.
La replica dell’autorità
"Puntiamo al
concreto e non all'agitazione sterile", ha replicato il consigliere
federale Guy Parmelin dicendosi consapevole delle sfide poste dall'aumento dei
prezzi per i cittadini e le aziende. "Non sottovalutiamo la
situazione", ha sottolineato. Nel suo intervento, Parmelin ha ricordato
quanto fatto finora dal Governo per garantire l'approvvigionamento della
Svizzera. Il Consiglio federale sta preparando misure in caso di penuria, in
collaborazione con i principali attori coinvolti. Alcune proposte avanzate dai
parlamentari sono al vaglio del gruppo interdipartimentale, ha assicurato il
consigliere federale. "I lavori procedono. Continuiamo a prepararci in
vista di una possibile crisi, ma per il momento le varie misure adottate sono
sufficienti", ha aggiunto.
La Svizzera ha
reagito rapidamente alla situazione sul fronte del gas: ha istituito una task
force già prima del Natale dello scorso anno, gli ha fatto eco la ministra
dell'energia Simonetta Sommaruga. Ma con lo scoppio della guerra in Ucraina, la
situazione è diventata molto complicata: Putin ha chiuso i rubinetti del gas e
ciò ha conseguenze anche sul mercato dell'elettricità. In ogni caso, per la
consigliera federale la strategia del Governo è chiara e non è cambiata con la
guerra in Ucraina: "dobbiamo produrre e immagazzinare più energia prodotta
in Svizzera, in particolare durante la stagione invernale". Questa
strategia si applica alla politica climatica, le due cose sono collegate, ha
concluso Sommaruga.

