Conflitti
Il Governo punta a una maggiore collaborazione con Ue e Nato
Keystone-ats
07.09.2022 17:03

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Il Consiglio federale ha aggiornato il rapporto sulla politica di sicurezza a seguito del conflitto in Ucraina che ha generato una nuova dinamica nella cooperazione in materia di politica e di difesa.
La guerra in Ucraina, che ha scombussolato il panorama geopolitico
europeo, dovrebbe tradursi per la Svizzera in una maggiore cooperazione con la
Nato e l'Ue, nel rispetto tuttavia della neutralità, e col rafforzamento delle
capacità dell'esercito di fronteggiare l'aumento della minaccia.
È
il succo del rapporto 2021 sulla politica di sicurezza, adottato oggi dal
Consiglio federale dopo averlo aggiornato alla luce dell'invasione dell'Ucraina
da parte della Russia.
La minaccia dei conflitti attuali
La guerra in Ucraina, ha esordito la consigliera federale Viola
Amherd davanti ai media, ha distrutto i fondamenti della pace e della sicurezza
in Europa che si basavano su basi comuni, confermando e concretizzando la
crescente minaccia rappresentata dai conflitti ibridi, che includono la
disinformazione e l'influenza, i ciberattacchi, le operazioni coperte e anche
il conflitto armato.
Gli
eserciti europei saranno nuovamente più orientati alla dissuasione e alla
difesa da un attacco militare e alla guerra convenzionale, ha aggiunto la
"ministra" della difesa.
Più cooperazione con Nato e Ue
La guerra ha anche generato una nuova dinamica nella cooperazione
in materia di politica di sicurezza e di difesa, ha sottolineato la consigliera
federale vallesana.
In
concreto, anche se la strada intrapresa nella modernizzazione dell'esercito è
quella giusta, per assicurare la nostra difesa dobbiamo approfondire la
collaborazione internazionale, soprattutto con la Nato e l'Ue, ha puntualizzato
Amherd, sfruttando maggiormente il margine di manovra lasciato dalla politica
di neutralità. Per la Svizzera si tratta anche di dare un contributo - un gesto
di solidarietà lo ha definito Amherd - alla stabilità del continente, partendo
dai punti forti della Confederazione, come l'aiuto umanitario.
La
futura cooperazione potrebbe includere, ha affermato la "ministra"
dell'Alleanza del Centro, una maggiore partecipazione a esercitazioni, un
ampliamento della capacità di cooperazione militare a settori importanti per la
difesa, un'intensificazione dello statuto di partenariato presso l'Alleanza
atlantica o una partecipazione dell'esercito a formazioni dell'Ue quali
l'"EU Rapid Deployment Capacity" (per operazioni di salvataggio,
evacuazione e stabilizzazione).
Un esercito da modernizzare
Per una futura cooperazione, tuttavia, anche il nostro esercito
deve essere credibile. Al momento, ha spiegato la consigliera federale, la
pianificazione delle capacità procede come previsto, in particolare per quanto
riguarda la condotta e la ciberdifesa, la mobilità, la protezione da attacchi
aerei e l'appoggio di fuoco indiretto.
Tuttavia
sussistono lacune nella difesa anticarro e nella capacità di resistenza,
soprattutto riguardo alle scorte troppo esigue di munizioni. Per questo si
prevede, tra l'altro, di acquistare missili terra-terra ad ampia gittata e di
chiedere, con il Programma d'armamento 2023, alcune centinaia di milioni di
franchi per incrementare le scorte di munizioni e missili. Amherd ha ricordato
che i mezzi finanziari supplementari messi a disposizione dal parlamento
dovrebbero permettere all'armata di modernizzarsi, rendendola più efficiente.
Amherd
ha anche parlato della necessità di migliorare l'intelligence e la capacità di
anticipazione e reazione delle autorità in caso di crisi. Basandosi anche sugli
insegnamenti tratti dalla pandemia da coronavirus. I Cantoni e il ruolo dei
servizi di informazione saranno cruciali in quest'ambito.
Da migliorare anche la protezione della popolazione
Stando ad Amherd, inoltre, la guerra ha evidenziato anche il
coinvolgimento della popolazione civile e quindi l'importanza della protezione
della popolazione. La sua efficienza e l'orientamento a un conflitto armato
devono essere migliorati, tra l'altro adeguando il profilo prestazionale e
l'istruzione, predisponendo adeguati rifugi e impianti di protezione del servizio
sanitario, sviluppando ulteriormente i sistemi di allarme e di informazione
della popolazione nonché colmando lacune nella protezione contro attacchi
atomici, batteriologici e chimici.

