Carburante
“Il calcolatore dei prezzi della benzina non è una priorità”
Keystone-ats
08.09.2022 11:00

Foto: ©Chiara Zocchetti
Lo afferma il Consiglio federale rispondendo a due mozioni dei parlamentari de Il Centro Pirmin Bischof e Marco Romano. Il governo raccomanda alle Camere di respingere le due richieste.
L'inflazione in
Svizzera rimane ancora sotto controllo: per questo un calcolatore dei prezzi
per monitorare il costo dei carburanti non è una priorità. È, in sintesi,
quanto risponde il Consiglio federale a due mozioni di Pirmin Bischof e Marco
Romano, dell'Alleanza del Centro, raccomandando alle Camere di respingerle.
La richiesta di Romano e Bischof
Sia il
"senatore" solettese sia il consigliere nazionale ticinese, chiedono
al governo di istituire le basi per introdurre un calcolatore online, gratuito,
dei prezzi dei carburanti, del gas e dell'elettricità per i veicoli in
Svizzera, sul modello del calcolatore austriaco creato nel 2011.
Lo scopo? Spingere al
ribasso il costo dell'energia facendo in modo che i consumatori possano
scegliere tra i vari offerenti grazie alla comparazione dei prezzi. Stando a
Romano, il calcolatore dei prezzi dei carburanti crea trasparenza sul mercato.
Nel primo anno dopo la sua introduzione in Austria, i prezzi della benzina nel
paese sono scesi di oltre il 20%.
Nella sua
argomentazione, simile a quella sviluppata dal collega di partito Romano,
Bischof sottolinea come i prezzi dei carburanti nelle stazioni di servizio
svizzere siano aumentati notevolmente negli ultimi mesi. A detta del
consigliere gli Stati, le cause sono riconducibili solo in parte alla
situazione internazionale: per Stefan Meierhans, sorvegliante dei prezzi, un
fattore importante è la mancanza di trasparenza delle tariffe di benzina e
diesel nella Confederazione, che consente alle compagnie petrolifere di
praticare prezzi talvolta di gran lunga superiori a quelli di mercato, a scapito
dei consumatori.
Una misura “non necessaria”
Nella sua risposta,
il Consiglio federale non nega che i prezzi dell'energia siano saliti
notevolmente a livello internazionale provocando un aumento generalizzato
dell'inflazione, che in Svizzera rimane però ancora moderata. Nel luglio scorso
era del 3,4 %, circa 5 punti percentuali al di sotto del valore registrato
nella zona euro. Vari istituti, a detta dell'esecutivo, prevedono per l'intero
2022 un tasso del 2,5%, mentre nel 2023 l'inflazione dovrebbe tornare a una
media annua dell'1,4%. Inoltre, la ripresa economica dopo la crisi del
coronavirus dovrebbe proseguire, anche se a un ritmo più lento di quello
previsto prima della guerra in Ucraina.
Per tutte queste
ragioni, sulla base delle conclusioni di un gruppo di lavoro interdipartimentale,
l'esecutivo per il momento non crede necessario adottare misure urgenti.

