Consiglio federale
I Verdi puntano al governo. “Abbiamo i numeri per farlo”
Redazione
18.10.2022 11:10

Questo pomeriggio gli ecologisti scioglieranno le riserve e si esprimeranno in merito ad una loro candidatura al Consiglio federale per occupare il seggio lasciato vacante dall’UDC Ueli Maurer. Ticinonews ne ha parlato con la consigliera nazionale dei Verdi Greta Gysin.
Successione Ueli Maurer, questo pomeriggio potrebbe arrivare il colpo
di scena. Attorno alle 16, infatti, i Verdi renderanno nota la loro decisione
in merito ad una possibile candidatura al Consiglio federale.
I Verdi “hanno più diritto ad un seggio che l’UDC al secondo”
Dal 2019 gli ecologisti rivendicano un posto nell’esecutivo federale.
Tre anni fa l’Assemblea federale fermò l’assalto di Regula Rytz al secondo
seggio PLR, quello occupato da Ignazio Cassis. Da qui la voglia -forse- di riprovarci,
forti soprattutto dei numeri. “I Verdi hanno più diritto ad un seggio che non l’UDC
al secondo. Questo è un argomento”, ha spiegato a Ticinonews la consigliera
nazionale ecologista Greta Gysin. “Inoltre l’UDC è co-responsabile del fatto
che i Verdi non siano ancora rappresentati in Consiglio federale perché nel
2019 non hanno sostenuto la legittima candidatura di Rytz. Questo potrebbe
essere un altro argomento per attaccare il seggio di Maurer”.
“Abbiamo i numeri per rivendicare il posto”
C’è forse il timore, in casa ecologista, di non riuscire a ripetere i
numeri di tre anni fa? “No, perché dall’onda verde del 2019 in ogni elezione
cantonale e comunale siamo riusciti a confermare la nostra forza e in tanti
cantoni i numeri sono aumentati. È da allora che numericamente avremmo diritto
a un seggio in Consiglio federale. Questa potrebbe essere l’occasione per
ribadire che questo diritto ci è stato negato dalla maggioranza nell’Assemblea
federale”, ha detto la consigliera nazionale ticinese.
“Una candidatura per rivendicare un diritto”
Se i Verdi si candideranno o meno per il posto lasciato libero da
Mauer lo si saprà solo questo pomeriggio. Ma Gysin di una cosa sembra certa: “Tutti
i segnali indicano che se dovessimo presentare un candidato o una candidata non
vinceremo questa elezione. Si tratterebbe di una candidatura per ribadire un
diritto, riconfermare la nostra volontà di essere presenti anche nell’esecutivo
federale. Non è una candidatura fatta con la consapevolezza di avere delle
possibilità di vincerla”.

