Svizzera
I prezzi elevati di elettricità e gas alimentano il rincaro
Redazione
22.02.2023 19:38

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Secondo la Commissione federale dell’energia elettrica, nel 2023 un’economia domestica tipica pagherà quasi 27 centesimi per chilowattora, un aumento del 27% rispetto all’anno precedente.
A gennaio l’inflazione percepita in Svizzera è aumentata
del 3,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, attestandosi così
nettamente al di sopra della media annuale dell’indice dei prezzi al consumo di
Comparis per il 2022 (3,5%), e quindi anche al di sopra dell’indice nazionale
dei prezzi al consumo (IPC) ufficiale, che è aumentato del 3,3%. L’elettricità
e l’energia per il riscaldamento, in particolare il gas, sono diventate molto
più costose.
Impennata lo scorso mese
A determinare l’aumento
è stato soprattutto il forte rincaro dei prezzi dell’elettricità e dei generi
alimentari, in particolare del pane, della farina e dei prodotti a base di
cereali. Ma anche i prezzi di altri generi alimentari sono saliti notevolmente.
Anche se negli ultimi mesi i costi del carburante sono ad esempio diminuiti,
non è stato possibile mettere un freno alla continua crescita
dell’inflazione. “Il forte aumento dei prezzi dell’elettricità ha portato
a una maggiore consapevolezza dell’inflazione in gran parte della popolazione.
Anche se il rincaro dovesse diminuire leggermente nel corso dell’anno, ci
accompagnerà comunque ancora per molto tempo”, spiega Michael Kuhn, esperto
Comparis in finanze.
La Svizzera continua a essere meno toccata
Guardando
oltre confine si nota che il rincaro in Svizzera su base annua è più contenuto
rispetto all’eurozona. Secondo Eurostat, l’ufficio di statistica dell’Unione
Europea, negli ultimi 12 mesi i prezzi nella zona euro sono cresciuti del 9,3%
(intera UE: +10,6%). A gennaio il tasso di inflazione era pari al -0,4% (intera
UE: -0,2%). Per l’intero anno si prevede un’inflazione di circa il 6,1%
nell’eurozona e del 7% nell’UE. In Svizzera, la Segreteria di Stato
dell’economia (SECO) prevede un rincaro del 2,2% per l’anno in corso. “Nel
confronto a lungo termine, l’inflazione in Svizzera rimarrà quindi elevata, ma
sarà molto più bassa che nella maggior parte dei paesi europei”, afferma Kuhn.
L’elettricità costa il 25% in più
Rispetto al
mese precedente, a subire il maggior rincaro è stato il prezzo dell’elettricità
(+25,5%, come a dicembre 2022). Si tratta del dato più alto degli ultimi
vent’anni. Secondo la Commissione federale dell’energia elettrica, nel 2023
un’economia domestica tipica pagherà quasi 27 centesimi per chilowattora, un
aumento del 27% rispetto all’anno precedente. “In Svizzera, molte aziende acquistano
gran parte dell’elettricità nel commercio all’ingrosso europeo, dove i prezzi
sono saliti notevolmente anche per via della durata di vita delle centrali
nucleari inferiore alla media in Francia e dell’aumento dei costi di gas,
carbone e certificati CO₂ in tutta Europa”, prosegue l’esperto
Comparis.
L’aumento dei prezzi più marcato su base annua riguarda i biglietti aerei
Per acquistare
biglietti aerei, i consumatori hanno dovuto spendere molto di più rispetto a un
anno fa. I prezzi sono infatti aumentati del 39,8%. Secondo l’analisi di
Comparis, nessun altro prodotto ha registrato un rincaro maggiore su base
annua. A salire sono stati anche i prezzi dell’energia per il riscaldamento
(gas, olio combustibile, legna e teleriscaldamento), ovvero del 31,8%. Si
tratta del secondo aumento più marcato, seguito dal prezzo dell’elettricità. Al
quarto e quinto posto si piazzano lo zucchero e la margarina, i grassi e gli oli
commestibili con un aumento rispettivamente del 15,6% e del 14,4%. “Anche
nell’UE i prezzi dello zucchero sono cresciuti in modo significativo a causa
del calo della superficie coltivata e del raccolto”, osserva Kuhn.
I rincari più elevati negli ultimi 20 anni
Negli ultimi
20 anni, l’energia per il riscaldamento (gas, olio combustibile, legna da
ardere e teleriscaldamento) è il bene che ha subìto il rincaro maggiore. Il
prezzo è aumentato in media del 191,6% da gennaio 2003. Al secondo e terzo
posto tra i cinque beni che più di tutti hanno vissuto un aumento a lungo
termine figurano le sigarette, i giornali e le riviste, con un aumento
rispettivamente dell’83,6% e 68%. Anche gli altri prodotti del tabacco (+65,4%)
e i servizi finanziari (+55,7%) sono diventati molto più costosi per i
consumatori.
Le coppie over 65 senza figli sono le più toccate
Negli ultimi
dodici mesi, il rincaro ha colpito soprattutto le coppie over 65 senza figli,
che attualmente percepiscono un tasso di rincaro del 4,1% rispetto all’anno
scorso. Anche a gennaio la vita è diventata ancora più costosa rispetto al mese
precedente (+0,8%). In percentuale, considerando la tipologia di economia
domestica, sono quelle monoparentali a percepire meno il rincaro. Con 104,7
punti, l’inflazione percepita negli ultimi 12 mesi da questa categoria di
popolazione è stata del 3,6%. “Se è vero che le coppie senza figli di solito
hanno più soldi a disposizione per vivere in appartamenti più grandi e
viaggiare, la situazione è ben diversa per i genitori single. Sentono meno il
rincaro perché in ogni caso non possono permettersi molti dei beni e servizi
colpiti dall’aumento dei prezzi o possono permetterseli solo in misura
limitata», spiega Kuhn.
Colpito soprattutto chi guadagna meno
Considerando
il reddito, rispetto allo scorso anno il costo della vita è cresciuto soprattutto
per la fascia di reddito più bassa. L’indice dei prezzi al consumo per questa
categoria è aumentato del 3,9%. A gennaio il rincaro è stato dell’1%. La fascia
di reddito medio-alta è stata la meno colpita. Rispetto all’anno scorso, i
prezzi sono cresciuti del 3,7%. Lo scorso mese i costi dei beni consumati dalla
fascia di reddito medio-alta sono aumentati dello 0,5%.
L’inflazione nella Svizzera italiana resta la più alta
Analizzando i
dati per regione linguistica, emerge che la Svizzera italiana ha registrato il
rincaro annuo più elevato rispetto allo scorso anno, con un aumento del 3,9%. A
gennaio il livello dei prezzi è salito dello 0,6%. Il rincaro più basso
rispetto allo scorso anno è stato percepito nella Svizzera tedesca e romancia
(+3,8%). Rispetto al mese precedente, a gennaio il costo della vita è aumentato
dello 0,6%.
Dove si registra il calo
I consumatori
di supporti di memorizzazione e contenuti hanno pagato di più 12 mesi fa
rispetto a gennaio 2023. Secondo l’analisi di Comparis, i prezzi sono scesi del
3,9% rispetto all’anno scorso. Al secondo posto troviamo i prezzi di altre
prestazioni mediche, con un calo del 3,6% rispetto a gennaio 2022. Sono ulteriormente
scesi anche i prezzi delle categorie telecomunicazioni (-3,1%), i servizi per
la cura e il mantenimento dell’abitazione (-2,9%) e l’abbigliamento per bambini
(-2,7%).

