Federali 2023
"I premi cassa malati servono. Necessarie altre soluzioni"
Redazione
06.10.2023 06:07

L'intervista al candidato di Costituzione radicale alla Camera dei Cantoni è Simone Conti.
Dopo Fabio
Regazzi, Bruno
Storni, Werner
Nussbaumer e Alex Farinelli, il quinto candidato al Consiglio degli Stati a
passare dalle interviste pre-elettorali di Ticinonews è Simone Conti di Costituzione
radicale. Classe 1999, Conti vive a Bellinzona ed è studente di economia e analista
finanziario.
Partiamo da Costituzione radicale e dalle parole dell'altro
candidato agli Stati - il già procuratore pubblico e deputato Jacques Ducry - che
disse: "Non siamo né un partito né un movimento, siamo una semplice lista
nata nello spazio di una notte". In che senso?
Era la sera del 6 agosto di quest’anno quando, dopo esserci
incontrati in precedenza per la prima volta, io e Jacques ci siamo ritrovati e
abbiamo pensato che ci sono dei temi tuttora trascurati dalla politica. A mezzanotte
di quella sera abbiamo quindi deciso di presentare una lista e il giorno dopo
alle 18 (il 7 agosto) bisognava consegnare le liste ufficiali per proporre una
candidatura, sia al Consiglio nazionale che degli Stati. La mattina del 7
agosto ci siamo quindi mobilitati chiedendo fiducia anche alle nostre
conoscenze per raccogliere quella che è la lista dei proponenti: minimo 50 per
gli Stati e 100 per quello che riguarda il Nazionale. Purtroppo, siamo riusciti
ad arrivare fino a 72, ma era un obiettivo che ci eravamo già dati la sera
prima, quindi di tralasciare il Nazionale per questa candidatura e di portare i
nostri 72 proponenti agli Stati.
Lei è alla sua prima esperienza politica e si candida per
gli Stati. È un po' come un neo patentato che va a correre in Formula1.
Io mi sono candidato anche con l'idea di abbassare l'età media
dei candidati per il Consiglio degli Stati. Scherzi a parte, sicuramente
qualcuno doveva assumersi il ruolo di arrivare ultimo nella lista. Poi non c'è
alcun ambizione di posizionamento elettorale per quanto mi riguarda. Quindi io
mi sono candidato, ritengo che non ci sia nulla di vergognoso nel candidarsi.
Quindi lei, molto onestamente, ha detto "so che non
sarò eletto". Però vuole contribuire portano delle idee, e allora partiamo
dal primo tema: i premi di cassa malati. Io ho pescato uno degli ultimi articoli
che riguardano questa tematica con Berset che dice: “Un altro partito al DFI non
farebbe di meglio". Lei ha una sua soluzione?
È complicato, una ricetta potrebbe essere intravista come un
ulteriore innalzamento dei premi di cassa e forse bisogna proprio partire da quello
che ha detto Berset anche in un'altra intervista: il 20% delle prestazioni che
vengono operate sono al momento inutili e in alcuni casi addirittura dannose. Io
ho proposto due soluzioni, che anche Jacques condivide, ovvero il congelamento
dei premi per il 2024, anno in cui si insedierà il nuovo Parlamento, e di
togliere ai minorenni l'onere di dover pagare la cassa malati. Inoltre, sarebbe
opportuno farla passare sotto una competenza federale piuttosto che cantonale. Ci
sono poi alcune questioni che è necessario sottolineare: negli ultimi 10 anni non
c’è stata una sola grande industria farmaceutica, in Svizzera e all’estero, che
non abbia registrato fatturati e percentuali sugli utili faraonici. Una misura
ulteriore sarebbe poi quella di porre un limite agli stipendi dei medici, anche
perché da quanto ho potuto imparare, i premi cassa malati servono, altrimenti risulterebbe
davvero complicato potersi permettere un’operazione. I medici, in fin dei
conti, sono dipendenti pubblici e io non comprendo questa grande differenza
salariale tra un dottore e un docente di scuola media, secondo me
importantissimo per il futuro dei giovani.
Ho curiosato il suo Smart spider, ovvero le risposte che
ha dato in questa serie di domande e mi ha incuriosito un tema che riguarda le
pensioni. Attualmente l'età di riferimento degli uomini è fissata a 65 anni con
il via libera del popolo svizzero alla riforma AVS l'età di riferimento delle
donne si alzerà gradualmente fino a 65 anni. Quando le hanno chiesto se è favorevole
all'innalzamento dell'età pensionabile fino a 67 anni lei ha risposto di sì.
Io ritengo che si debba essere più concreti, quindi non si
può semplicemente chiedere dei servizi allo Stato, ma bisogna purtroppo anche
essere disposti a voler pagare per questi servizi. Io sono un grande
sostenitore di quello che è la solidarietà del nostro sistema. Però bisogna
pensare che quando si vuole andare ad ottenere, per esempio, per le pensioni un
certo tipo di ricavo dopo gli anni lavorativi, allora quando questo sistema fu
pensato c'era un pensionato per ogni 16 lavoratori, mentre oggi è al contrario.
Adesso siamo 4 volte più in difficoltà rispetto al passato.
Quindi lei è disposto a lavorare fino ad oltranza?
Non vedo altra soluzione e sono concreto sui fatti.
In Svizzera il Canton Glarona è l’unico che permette di
votare a partire dai 16 anni. È d’accordo?
Io sarei favorevole, anche in vista di quello che è stato
introdotto nel sistema di istruzione, ma mi chiedo se questa introduzione della
civica abbia realmente portato dei benefici, quindi prima di discutere dell'età
bisogna discutere di chi va oggi a votare.
Come si fa a far tornare i giovani a votare visto che lei
è del 1999, quindi fa parte di quella categoria?
Una domanda che mi sono posto è se oggi la via partitica è
ancora capace di generare questo interesse verso la politica, infatti io in
questo caso ho deciso di presentarmi per portare l'attenzione su alcuni temi in
una lista, che non era un partito quando è stata presentata, e ritengo che
bisogna rimettere la politica al centro della vita delle persone e mostrare che
sia in grado di prendere decisioni a medio e lungo termine per il nostro
futuro, infatti secondo me il centro di competenza non è più la politica ma in
alcuni casi si è spostato verso le aziende.
Lo striscione piazzato sulla Torre del Castelgrande a Bellinzona
sta facendo discutere parecchio. Sul tema della crisi della situazione
migratoria che posizione ha?
Prima di tutto ci tengo a dire che ha generato tristezza vedere
questo atto nella città in cui vivo, ma anche perché basta mostrare una piccola
contraddizione, se questa fosse una misura che va a favore di quello che è un
patriottismo allora non si scriveva in inglese "go home" ma sarebbe
stato scritto in italiano visto che siamo in Ticino e la lingua italiana è
riconosciuta. Infatti queste persone non conoscevano l'italiano, anche perché il
video è stato caricato in tedesco. Quindi mi faccio un'ulteriore domanda su
quello che è la migrazione. Penso alle parole di Massimo Caciari: in Italia
l'anno scorso sono arrivati 180mila profughi ucraini e 130mila profughi proveniente
dal continente africano. Per i profughi ucraini, giustamente, si è trovato
subito un tetto; per i profughi africani, purtroppo, c’è ancora invece la fila a
Lampedusa e c'è un'emergenza di Stato. Cacciari chiedeva “sarà questo forse un
problema del colore della pelle? Piuttosto che quella che è la capacità di
integrarli in un sistema?”. Quello a cui io sono favorevole. Anche perché abbiamo
visto il problema sulle pensioni quindi integrare queste persone e metterle in
condizione di poter lavorare. Come abbiamo fatto, tra l'altro, con il permesso
S ucraino.

