Svizzera
Gysin: "L'iniziativa 'No a una Svizzera da 10 milioni' è isolazionista e xenofoba"
Redazione
26.09.2025 10:03

Foto: ©Chiara Zocchetti
Secondo la consigliera nazionale dei Verdi, la proposta democentrista mette in grave pericolo le relazioni della Svizzera con l'UE, "tagliando i legami con i nostri vicini in un momento di incertezza globale".
Verdi del Ticino e Verdi
Svizzera accolgono “con grande soddisfazione” la decisione del Consiglio
nazionale di respingere l'iniziativa dell'UDC "No a una
Svizzera da 10 milioni". Per il nostro Cantone, le cui relazioni con
l'Italia sono una realtà quotidiana, questa iniziativa “rappresenta una
minaccia concreta al tessuto sociale ed economico”, si legge in un comunicato. "La proposta dell'UDC è una risposta semplicistica che non risolve nulla”, ribadisce la
consigliera nazionale dei Verdi del Ticino Greta Gysin. “È isolazionista,
retrograda e xenofoba: si prende la briga di attaccare i richiedenti asilo per
un facile capro espiatorio”. Inoltre, “mette in grave pericolo le relazioni
della Svizzera con l'UE, tagliando i legami con i nostri vicini in un momento
di incertezza globale."
Le criticità
L'iniziativa “non solo
alimenta la xenofobia, ma reintrodurrebbe di soppiatto lo statuto di lavoratore
stagionale, abolito nel 2002 con l'Accordo sulla libera circolazione delle
persone con l'UE”. Limitato a 9 mesi l'anno, lo statuto di lavoratore
stagionale “rendeva i dipendenti vulnerabili allo sfruttamento, con salari
bassi e condizioni precarie”, ricorda Giulia Petralli, granconsigliera Verdi
del Ticino. “La mancanza di ricongiungimento familiare, unita a condizioni
abitative degradanti, creava isolamento e discriminazione"
Mazzone: "Apertura e interconnessione sono la via da seguire"
"L'iniziativa
reazionaria dell'UDC isolerà la Svizzera dall'Europa”, conclude Lisa Mazzone,
presidente Verdi Svizzera. “Nella situazione mondiale attuale occorrono più
cooperazione e solidarietà, non isolamento. Per questo deve essere respinta
prontamente e chiaramente alle urne". Questa proposta “ignora infatti la
realtà: complessivamente, la Svizzera e il resto d'Europa beneficiano
reciprocamente da una collaborazione profonda e costante. Molte persone
lavorano, studiano, fanno ricerca e intrattengono relazioni oltre i confini
nazionali, dimostrando che l'apertura e l'interconnessione sono la via da
seguire”.

