Svizzera
F-35, per il governo "una decisione politica avrebbe danneggiato la Svizzera"
Keystone-ats
29.12.2022 06:17

Foto: © Shutterstock
Per la Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) il Consiglio federale "non ha avuto alcun margine di manovra per includere aspetti di politica estera nella sua decisione". La risposta del governo: "abbiamo esplorato e definito chiaramente il nostro margine di manovra".
Secondo il Consiglio
federale, nell'acquisto di aerei da combattimento gli aspetti di politica
estera possono avere un ruolo solo in caso di offerte equivalenti. Nella sua
risposta all'autorità di vigilanza, respinge le sue obiezioni al riguardo. In
settembre, la Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) aveva
criticato in particolare il fatto che il Dipartimento federale della difesa (Ddps)
e il Consiglio federale avessero definito le condizioni quadro all'inizio della
procedura di valutazione del nuovo caccia senza un esame approfondito, in modo
tale che alla fine il Governo non ha avuto alcun margine di manovra per
includere aspetti di politica estera nella sua decisione.
Francia disposta a sostenere la Svizzera nei suoi negoziati
Secondo informazioni
mediatiche, la Francia, in particolare, avrebbe promesso accordi politici di
ampio respiro in caso di acquisto del caccia francese Rafale. Il governo del
presidente Emmanuel Macron avrebbe assicurato alla Svizzera un ampio sostegno
nei negoziati con l'Unione europea (Ue). Inoltre, Parigi avrebbe dichiarato la
propria disponibilità a trasferire alla Confederazione una quota maggiore del
gettito fiscale generato dai frontalieri.
Grande divario rispetto alle altre offerte
Nel giugno 2021, la
"ministra" della difesa Viola Amherd ha annunciato che il produttore
statunitense Lockheed Martin aveva presentato l'offerta migliore in termini di
prezzo e prestazioni. La decisione ha provocato numerose discussioni a livello
politico e mediatico. Anche Airbus con l'Eurofighter, Boeing con l'F/A-18 Super
Hornet e il gruppo francese Dassault con il Rafale avevano partecipato alla
gara d'appalto. Nel suo parere del 9 dicembre, ma pubblicato ieri sul Foglio
federale, l'Esecutivo scrive di aver esplorato e definito chiaramente il
proprio margine di manovra: una decisione puramente politica avrebbe messo in
discussione il senso e lo scopo della procedura di valutazione e danneggiato la
credibilità e la reputazione delle autorità. Stando alla sua presa di
posizione, la base legale consente un margine di manovra politico negli
acquisti per la difesa e il Consiglio federale continuerà a utilizzarla anche
in futuro. Nel messaggio sulla decisione programmatica, il Governo aveva
dichiarato in particolare che gli aspetti di politica estera avrebbero potuto
svolgere un ruolo nel caso di offerte equivalenti.
Escludere criteri non chiari
Le considerazioni
relative all'inclusione di aspetti di politica estera potrebbero svolgere un
ruolo ed essere considerate dall'autorità decisionale nella valutazione
complessiva, soprattutto se diversi fornitori soddisfano i criteri
tecnico-fattuali e i risultati della valutazione non sono troppo divergenti. Se,
invece, i risultati della valutazione sono molto distanti, il campo d'azione
dell'autorità decisionale è ridotto, scrive il Consiglio federale. Con la
procedura scelta, l'Esecutivo ha fatto in modo che i produttori potessero
contare su regole del gioco chiare nella loro collaborazione con la Svizzera e
non dovessero temere che una decisione a favore o contro un fornitore sarebbe
stata presa sulla base di criteri poco chiari o di ragioni incomprensibili.
“Legale, ma non opportuno”
Secondo la CdG-N, il
problema principale è stato che lo stesso Consiglio federale ha escluso
considerazioni politiche ed economiche prioritarie nella scelta del nuovo
caccia. Sebbene tutti i jet da combattimento valutati soddisfacessero i
requisiti tecnici, non sono state prese in considerazione "contropartite
significative". Pertanto, alla fine, non è stato possibile valutare quale
sarebbe stata l'offerta migliore nell'interesse generale della Svizzera. Nel
complesso, la procedura di valutazione è stata legale, ma non opportuna, ha
concluso la commissione nel suo ruolo di autorità di vigilanza.

