Politica
Consiglio federale, Pamini lancia Chiesa: «Spero si faccia avanti»
Redazione
16.10.2026 18:23

Foto: ©Chiara Zocchetti
Secondo il consigliere nazionale democentrista, Chiesa «avrebbe tutto il “cursus honorum” per chiedere di finire sul ticket - E in merito alla possibilità di avere due «ministri» ticinesi «si tratterebbe verosimilmente di alcuni mesi di sovrapposizione»
Una candidatura di Marco Chiesa al Consiglio federale, come
successore di Guy Parmelin? «Personalmente, auspicherei che lui si facesse
avanti. Possiamo dire che stiamo attivamente ragionando se la cosa abbia senso
o meno». Così il consigliere nazionale democentrista Paolo Pamini, nel corso
della trasmissione Radar in onda su TeleTicino, ha commentato l’ipotesi di una
corsa del ticinese per un seggio in Governo. Chiaramente, «una mossa del genere
va fatta se vi è, non dico l'assicurazione di finire sul ticket perché sarebbe
pretestuoso, ma, diciamo, una certa apertura all'interno del partito. Ed è quanto stiamo cercando di verificare».
Due ticinesi in Governo?
Uno degli aspetti principali da chiarire è se la contemporanea
presenza di due consiglieri federali ticinesi nell’Esecutivo sia possibile o
meno. «È un altro elemento su cui stiamo riflettendo. Sappiamo tutti però che
Ignazio Cassis sta terminando la sua permanenza in Consiglio federale, sarà il
decano del Governo». La domanda da porsi «è quando smetterà la sua attività.
Quindi, se davvero Chiesa venisse eletto, ci sarebbero verosimilmente alcuni
mesi, al massimo un anno, di sovrapposizione».
Il profilo
Secondo Pamini, Chiesa «avrebbe tutto il “cursus honorum”
adeguato per chiedere di finire sul ticket. Conosce le lingue, è stato anche
membro di un esecutivo, ha esperienza sia al Nazionale che agli Stati, ed è
stato presidente nazionale del partito». In Romandia, tra l'altro «l'UDC è cresciuto fortemente grazie al suo impegno». In definitiva «non si
tratta semplicemente di un candidato ticinese, bensì di un candidato a tutto
tondo, benvoluto dagli svizzero-tedeschi, ma che ha fatto molto anche per la
Romandia», ha concluso il deputato democentrista.

