Calcio
Pelzer: «Moncada vale molto, ci sono tante squadre interessate»
Redazione
13.10.2026 16:27

Foto: ©Gabriele Putzu
Lunga intervista con il direttore sportivo bianconero: dall'ottimo inizio di stagione, alle diverse priorità tra campionato e Conference League, fino ovviamente al mercato
Nemmeno la pausa è riuscita a fermare la marcia di questo
Lugano. Dopo tre settimane di stop per le nazionali, i bianconeri sabato si
sono ripresentati con un perentorio 4-0 contro il Lucerna. Con la sua squadra ancora
imbattuta in tutte le competizioni e prima in Super League a 6 lunghezze dallo
Young Boys, il direttore sportivo Sebastian Pelzer sta probabilmente vivendo il
periodo più bello da quando è a Lugano…
“Sì, penso di sì. Soprattutto nel secondo tempo contro il
Lucerna abbiamo giocato un buon calcio. Nel primo invece abbiamo avuto ancora
qualche problema di intesa, perché non tutti hanno giocato con lo stesso
dinamismo visto prima della pausa, anche perché mancava qualche automatismo.
Forse abbiamo anche solo dovuto riprendere un po’ il ritmo, ma poi nel secondo
tempo abbiamo disputato davvero una bella partita”.
Guardando la classifica, a cosa pensi?
“Per noi non è cambiato molto. Siamo nella stessa posizione di
prima. Vogliamo ottenere buoni risultati, anche nelle prossime settimane. Non
dobbiamo guardare troppo avanti. Per noi è fondamentale affrontare ogni partita
con la volontà di vincere e, soprattutto, continuare a portare in campo le
stesse prestazioni”.
In questo momento c’è molto entusiasmo, lo sentite anche
voi? O inizia a farsi strada un po’ di pressione, perché tutti – anche in
Svizzera tedesca – pensano che ora il candidato numero uno per vincere il
campionato è il Lugano?
“È una domanda molto interessante. Chiaramente vincere una
partita è una sensazione appagante per noi, a maggior ragione avendone già
vinte così tante. Al momento però, sia all’interno dello spogliatoio che tra le
persone che lavorano con la prima squadra, si percepisce chiaramente che, in
fin dei conti, si pensa subito a concentrarsi sulla partita successiva. Onestamente
è molto positivo che non ci lasciamo abbagliare troppo dalla situazione
attuale, ma continuiamo semplicemente a lavorare sodo. Come ha detto Croci-Torti,
credo sia veramente importante osservare che se affronti una partita come
l’amichevole contro l’Hellas Verona, in cui magari non dai il 100% o pensi di
poterla affrontare con disinvoltura, allora perdi e basta. Contro il Lucerna siamo
però di nuovo stati concentrati e tutti erano pronti a dare il massimo, il che
è ovviamente molto positivo”.
Giovedì, contro la Stella Rossa, vi aspetta la prima
partita in Conference League. Croci-Torti è stato chiaro, il campionato è
l’obiettivo numero uno. Questa visione è stata condivisa con la società o è
l’allenatore a dirlo perché si rende conto che, in questo momento, se si vuole
vincere qualcosa, bisogna puntare sul campionato?
“Credo che, guardando a lungo termine, prima o poi in
Conference League arriveranno sicuramente le squadre veramente forti. Naturalmente
però vogliamo arrivare il più lontano possibile sia in Europa, sia in Coppa
Svizzera. In questo caso vale semplicemente questo: vogliamo vincere le
partite. Se già possiamo vivere partite così belle, allora vogliamo almeno
provare a conquistare punti e a vendere cara la pelle. Vedremo in seguito se
basterà anche per passare il turno”.
Per Joe Mansueto la Conference League è molto interessante,
perché rappresenta una vetrina importante per i giocatori, che devono valorizzarsi
per generare plusvalenze. Questo aspetto vi mette sotto pressione?
Devo riformulare questa frase: ovviamente a Mansueto piace
quando vinciamo o passiamo un turno. Ma Mansueto non ci impone alcun piano su
cosa dovremmo fare, né ha fissato degli obiettivi. Alla fine, anche noi
vogliamo avere successo, perché vincere è divertente. L’abbiamo vissuto nel 2022,
quando siamo arrivati fino agli ottavi di finale: un’esperienza fantastica. Ovviamente
vogliamo cercare di fare tutto il possibile per andare più avanti possibile,
anche perché i soldi che poi si possono generare sono d’aiuto alla società”.
Se guardiamo al mercato del Lugano, non c’è praticamente
nessun errore. Tutti i giocatori che sono arrivati stanno facendo molto bene. Quanto
sei orgoglioso del lavoro che avete fatto anche al di fuori del campo?
“Credo che a questo proposito l’estate sia stata molto
importante, perché abbiamo comunicato in maniera molto chiara. Abbiamo detto ai
giocatori cosa ci aspettiamo da loro, anche nel caso in cui non dovessero
lasciare Lugano. Abbiamo ricordato loro che hanno un contratto con noi e di
conseguenza noi adempiamo ai nostri doveri, ma d’altra parte c’è anche
l’obbligo da parte loro di rendere al meglio. In questo momento si vede che
siamo una squadra. Ognuno dà il proprio contributo, ognuno aiuta. Credo che,
guardando la panchina durante le partite, si veda quanto sia coinvolta. È
proprio questo che determina il successo”.
Moncada, Beckham Castro, Karimov, ma anche Delcroix. Sono
solo alcuni esempi di giocatori che avete preso e che in pochi conoscevano, ma
che a Lugano hanno fatto bene. Qual è il segreto?
“Ovviamente non posso svelarlo (ride, ndr). Credo però che la cosa importante sia che in
questo momento molti fattori stiano combaciando: abbiamo tanti giocatori
affermati e un gruppo che funziona bene insieme, e in una situazione del genere
è più facile integrare nuovi talenti. Inoltre, grazie all’esperienza degli
ultimi anni, conosciamo bene molti mercati e riusciamo poi a rendere appetibile
ai giocatori l’idea di trasferirsi a Lugano. Naturalmente anche l’AIL Arena riveste
un aspetto di grande importanza, perché ogni giocatore che vede questo nuovo stadio
ne rimane entusiasta: quando mi muovo sul mercato me ne rendo conto, Lugano ora
viene considerata. È davvero tutta un’altra cosa e questo va tenuto presente”.
Avete parecchi giocatori importanti in scadenza. Ti
preoccupa il fatto che questa stagione possa essere l’ultima con questo gruppo?
“Sì, ma non solo per i giocatori in scadenza, ne abbiamo
anche molti altri che sono attrattivi sul mercato. Può essere che la prossima
estate vivremo una grande rivoluzione, perché anche molti dei nostri giocatori
ancora sotto contratto hanno tantissima qualità e questo è noto sul mercato. Dobbiamo
semplicemente vedere, mese dopo mese, come si evolverà la situazione. Poco
prima della chiusura dell’ultima finestra di mercato, si parlava continuamente
di cosa sarebbe successo se fosse arrivata un’offerta per Moncada. Moncada però
non verrà ceduto prima della prossima estate. Vedremo come andranno le cose. In
fin dei conti, tutto ha il suo prezzo”.
Moncada quanto vale?
“Molto (ride, ndr). No, non voglio fissare un prezzo, sarà la
sua qualità a parlare e a determinare il suo valore di mercato. Inoltre, la
concorrenza fa salire il prezzo, e nel suo caso ci sono molte squadre
interessate”.
Con i giocatori in scadenza – per esempio Bislimi – siete
rassegnati? Sapete già che a giugno partiranno?
“Stiamo parlando con questi giocatori, al momento non c’è
nulla da comunicare. Hanno un contratto fino alla prossima estate e ci
aspettiamo che ognuno dia il massimo”.
Parlando di Bislimi, vi siete dati un termine entro il
quale volete sapere se rinnoverà o meno, in modo da poter pianificare il futuro?
“Al momento no. Ovviamente però stiamo discutendo la
questione, perché vogliamo poter pianificare il futuro. Vedremo come
evolveranno le cose nelle prossime settimane, ma ovviamente vogliamo avere
chiarezza il prima possibile”.
Dovrete provare ad aumentare i salari per trattenere a
Lugano questi giocatori?
“È sempre una questione di soldi. Se un giocatore mi dice il
contrario, non lo capisco. In linea di massima ci sono sempre dei fattori: da
una parte i soldi, dall’altra le prospettive personali di un ragazzo, come per
esempio voler giocare all’estero”.
Murat Yakin ha detto che Bislimi è un ottimo giocatore, ma
per giocare in Nazionale ha bisogno di andare all’estero. Ti hanno infastidito
queste parole?
“Per Bislimi non è una situazione semplice. Ha già giocato
con la Svizzera e quindi non può più indossare la maglia del Kosovo, con cui
probabilmente avrebbe già disputato molte partite. La Nazionale Svizzera ovviamente
ha anche altri buoni giocatori, che militano nei migliori campionati europei,
quindi per Bislimi non è facile imporsi. Nonostante ciò, Uran rimane un
giocatore eccezionale. È incredibilmente prezioso per noi, al momento è anche
uno dei pilastri della squadra”.

