Canottaggio
Due volte sul podio, la Svizzera U23 brilla agli Europei U23
Americo Bottani
06.09.2026 14:25

Foto: Il quartetto femminile rossocrociato con Soley Rusca, la seconda da destra
Oro per Feuerstein-Löpfe nel doppio maschile e argento per il quattro di coppia femminile, con la luganese Soley Rusca
Due medaglie, due colori, due prestazioni di
grande valore. È questo il prestigioso bilancio della Svizzera agli Europei U23
di canottaggio: oro nel doppio maschile con Constantin Feuerstein e Ivo Löpfe e
argento nel quattro di coppia femminile, con la luganese Soley Rusca.
A completare il bilancio della trasferta c’è
anche l’argento conquistato dal quattro azzurro, con un altro luganese,
Leonardo Salerno, in qualità di seconda voga. Un risultato che rende ancora più
positivo il bilancio complessivo della spedizione.
La piccola delegazione rossocrociata può dunque
tornare a casa con il sorriso. Due medaglie europee rappresentano infatti una
conferma dei progressi compiuti dal movimento svizzero, sotto la guida
dell’head coach francese Alexis Besançon.
Anche la seconda giornata degli Europei è stata
condizionata dal forte vento contrario, che ha costretto gli organizzatori a
modificare l’assegnazione delle corsie di partenza. Una decisione presa per
rispettare il ranking stabilito dalle qualifiche di sabato, in condizioni che
hanno continuato a mettere a dura prova gli equipaggi.
Feuerstein e Löpfe, un finale da campioni
L’oro conquistato dal doppio rossocrociato
rappresenta una delle sorprese più belle della giornata. Constantin Feuerstein
e Ivo Löpfe hanno interpretato la gara con grande intelligenza tattica. Nella prima parte, Francia e Germania hanno imposto il
loro ritmo, ma gli svizzeri non si sono lasciati intimorire. Nella seconda metà
della gara hanno cambiato marcia, mettendo in atto uno straordinario finale che
ha lasciato di stucco i due battistrada. Una
strategia evidentemente studiata a tavolino e interpretata alla perfezione.
Servivano coraggio, lucidità e una tecnica impeccabile per fare la differenza
in condizioni tanto difficili. Feuerstein e Löpfe hanno dimostrato di possedere
tutte queste qualità, conquistando un oro dal peso specifico notevole.
Soley Rusca e compagne, un argento meritato
Dopo il risultato ottenuto nelle batterie, un
posto sul podio sembrava possibile. Il colore della medaglia, tuttavia, era
tutt’altro che scontato. Romania e formazione AIN sembravano le principali
favorite, ma tra le pretendenti c’era anche la Svizzera. Alla fine, il titolo è andato alla Romania, mentre le
rossocrociate hanno conquistato un brillante argento. Una medaglia costruita
con una condotta di gara coraggiosa e determinata, che ha permesso loro di
tenere a distanza la formazione neutrale. Quest’ultima
è incappata in un inconveniente tecnico ai 1500 metri – un «pesce», come viene
definito in gergo remiero – provocato dalle difficili condizioni del lago.
L’argento svizzero resta comunque pienamente
meritato e rappresenta un’importante conferma per il quartetto. Un risultato
che potrebbe costituire un ottimo punto di partenza in vista di una nuova
stagione ricca di ambizioni.
Bannwart chiude al terzo posto nella finale B
Dopo aver mancato la finale per il titolo,
anche a causa di una corsia particolarmente esposta alle raffiche di vento,
Alexander Bannwart si è preso una parziale rivincita nella finale B. L’atleta dello SC Stansstad ha chiuso al terzo posto,
alle spalle dell’azzurro Pietro Zampaglione e del tedesco Mads Schmied,
conquistando così il nono posto assoluto nel ranking europeo.Un risultato
tutt’altro che negativo, soprattutto considerando che si trattava praticamente
della sua prima esperienza internazionale nella «barca corta». Particolarmente brillante la sua prestazione nel
finale, quando, grazie a una poderosa accelerazione, ha superato di slancio il
turco Mehmet Yidiz, che occupava saldamente la terza posizione al terzo
rilevamento cronometrico.
Peccato per il quattro di coppia maschile
Il quattro di coppia maschile ha invece dovuto
alzare bandiera bianca ancora prima delle eliminatorie, a causa di un problema
fisico accusato dal basilese Moritz Petry.
Un inconveniente che ha impedito all’equipaggio
di esprimere il proprio potenziale e che chiude una trasferta europea comunque
ricca di soddisfazioni per il canottaggio svizzero.

