Tiziano Galeazzi
Vogliamo i nostri figli e nipoti sul fronte Orientale?
Redazione
11.09.2026 18:23

Foto: ©KEYSTONE/PETER SCHNEIDER
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Si, Ho scelto un titolo forte, ma non sembra essere cosi irrealistico
visto il periodo cupo in cui viviamo e gli ultimi eventi in Europa.
La situazione geopolitica sul nostro Continente si sta deteriorando e
ogni giorno rischiamo sempre più d’arrivare alle mani o meglio alle armi, tra
la NATO e la Russia.
In queste settimane la Germania ha alzato il livello di “scontro
politico” verso la Russia, rea, secondo Berlino di aver innescato una guerra
ibrida ad alta intensità. il Cancelliere tedesco abilmente svincola dai
problemi interni tedeschi, alzando la voce contro la Russia. Non spetta a me
giudicare la politica interna altrui, perchè di problemi in Ticino ne abbiamo
già troppi, ma se questi livelli di scontro internazionali si deteriorano e
coinvolgono il Continente, allora sì, perché nel bel mezzo ci siamo noi, La
Svizzera e quindi è e sarà un nostro problema!
Oltre alla Germania anche i Paesi baltici, la Francia, l’Italia e l’Inghilterra
non mostrano per nulla di voler disinnescare la situazione. L’intenzione tanto
proclamata di “descalation”, (riduzione graduale della tensione) come si usa
dire nella retorica, nelle Cancellerie europee, all’ONU e nella NATO è
inesistente, abbandonata.
Meglio tener alta la tensione e giustificare ai propri contribuenti i
miliardi da investire per gli armamenti.
Perché quanto scritto sopra va in relazione con la prossima votazione
del 27 settembre sull’Iniziativa della Neutralità elvetica? Per un chiaro e
semplice motivo.
La logica dei contrari a questa Iniziativa popolare non ha solo lo scopo
di lasciar spazio di manovra al Governo federale di decidere come interpretare
la nostra neutralità, (in modo flessibile e variabile) a dipendenza delle convenienze
e dalle richieste estere, ma ha anche lo scopo di non estromettere il nostro
paese a una futura adesione alla NATO.
Sembra assurdo, ma se la nostra Neutralità rimanesse “variabile” come
vorrebbero a Berna, il prossimo passo sarebbe la NATO. La scusa plausibile per
loro? Semplice, la NATO stessa ci difenderà e praticamente oggi ci circonda a
livello geografico, quindi perché non aderirvi? Dopo tutto anche i sistemi
d’arma sono compatibili.
Oltre alla politica ci si mettono anche alti funzionari “bernesi”, dislocati
qua e là nei Dipartimenti “chiave”, con una mentalità “atlantista”, cioè a
favore di un’adesione al Trattato Atlantico. A comprova basti leggere la stampa
confederata e intravvedere cosi la linea di Berna nel prossimo futuro. Ultimo
esempio, l’uscita pubblica del Capo del nostro Esercito, la scorsa settimana,
ed è tutto dire: - La Svizzera è un obiettivo per Mosca – Certo, lo
potrebbe essere, visto il comportamento sciagurato della Svizzera negli ultimi quattro
anni. Al posto di restare neutrale, come dovrebbe, si è accodata all’Unione
Europea, specie sulle sanzioni alla Russia, con il primato di essere stati i
primi della classe.
Un vero Paese neutrale ne sta fuori ma si impegna in tutte le
sue forme e mezzi per promuovere trattative di dialogo tra le parti, cercando
soluzioni comuni per una pace duratura tra belligeranti. Non solo in Europa ma
in tutto il mondo e di conflitti ve ne sono più di una cinquantina.
Se oltre alla Neutralità elvetica, sommiamo l’eventuale richiesta d’adesione
alla NATO e al pacchetto bilaterali III “di sottomissione” con Bruxelles, (forse
in votazione popolare nel 2027) la capitolazione della Svizzera è garantita.
Votiamo SI il prossimo 27 Settembre e non lasciamo questo paese nelle mani di chi lo vorrebbe smontare pezzo per pezzo per compiacere i poteri forti internazionali.
Tiziano
Galeazzi
Deputato UDC in Gran Consiglio
Deputato UDC in Gran Consiglio

