Graziano Besana
Veglia pro LGBT+ alla Basilica del Sacro Cuore col beneplacito dell’amministratore apostolico della Diocesi di Lugano e del parroco: veglia o propaganda?
Redazione
02.05.2025 08:35

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Desidero innanzitutto precisare che, come credente
eterosessuale e sostenitore di una chiesa inclusiva, non nutro alcun sentimento
ostile nei confronti delle persone LGBTQIA+, né metto in discussione la dignità
di ogni essere umano, a prescindere dal suo orientamento. Il rispetto è alla
base di ogni dialogo autentico e civile, ed è giusto che chi si sente
emarginato trovi ascolto, anche e soprattutto nella Chiesa.
Tuttavia, credo sia altrettanto legittimo sollevare
qualche perplessità quando iniziative come quella descritta, pur animate da
buone intenzioni, assumono toni e modalità che rischiano di diventare più
propagandistici che realmente inclusivi. Quando la Chiesa, luogo per eccellenza
di spiritualità, preghiera e mistero, viene utilizzata come palcoscenico per
battaglie ideologiche o sociali mascherate da veglia, si corre il rischio di
trasformare l’apertura in strumentalizzazione a discapito del vero scopo ecumenico
e devozionale.
Il vero dialogo non nasce da eventi simbolici a forte
connotazione politica o culturale, ma da un confronto profondo e sincero,
capace di rispettare anche chi, all’interno della Chiesa, ha sensibilità
differenti. Promuovere l’inclusione non significa imporre una visione
unilaterale, ma camminare insieme nel rispetto reciproco, anche nelle
divergenze.
Concludo auspicando che il desiderio di costruire
ponti non si traduca in nuove forme di divisione o forzature, ma in un reale
percorso di ascolto e verità, dove la fede non si piega alla cultura del
momento, ma continua a indicare una via universale e accogliente per tutti.
Graziano Besana, Lugano

