SISA
Università occupate: il SISA sostiene le rivendicazioni del movimento studentesco!
Redazione
07.05.2024 17:51

Foto: © Facebook
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Il
Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) solidarizza con le
proteste studentesche scoppiate in diversi atenei elvetici contro il genocidio
del popolo palestinese e denuncia il silenzio, l’inazione e l’inettitudine
delle autorità accademiche svizzere sulla questione. Partita giovedì scorso con
l’occupazione dello stabile di Géopolis a l’Università di Losanna, il movimento
studentesco si è ampliato nella giornata di oggi con l’occupazione dei Politecnici
federali di Losanna e Zurigo e dell’Università di Ginevra, in cui alcuni nostri
militanti sono presenti! Cogliamo peraltro l’occasione per denunciare lo
sgombero degli studenti zurighesi, la rinuncia di un sincero e profondo dialogo
con la popolazione studentesca e l’uso delle forze di polizia per reprimere il
movimento!
Le
rivendicazioni avanzate ai rettorati corrispondono ad una risposta
proporzionale agli avvenimenti recenti in Palestina. Il movimento studentesco
tematizza non solo la tragedia umana in corso nella striscia di Gaza, ma
sottolinea il ruolo che le istituzioni universitarie giocano nell’attuale
conflitto. Appare infatti del tutto inconcepibile la collaborazione (anche
nell’industria bellica) con accademie e autorità israeliane, come è inaccettabile
la limitazione della libertà d’espressione e accademica a cui stiamo assistendo
da ottobre: conferenze annullate, associazioni sospese, cortei studenteschi a
favore della Palestina repressi. Un clima di censura già denunciato dal SISA lo
scorso novembre con la risoluzione “Solidarietà con la Palestina!”, a cui si
aggiunge l’autocensura che si vuole produrre con le accuse di antisemitismo:
denunciare il massacro di decine di migliaia di civili, esser contro
all’apartheid, contro un’occupazione illegale e un regime fascista come quello
di Netanyahu, non significa essere antisemiti.
Il
fatto che le istituzioni accademiche non abbiamo preso posizione contro la
violazione palese del diritto internazionale, non denuncino i crimini di guerra
commessi dallo Stato israeliano e non interrompano le relazioni con le sue
istituzioni è grave e non ha nulla a che vedere con la neutralità rivendicata
degli atenei! Questa posizione riassume tutta l’ipocrisia dei vertici alla
testa del mondo accademico: più di 2 anni fa, in occasione dello scoppio del
conflitto russo-ucraino, le organizzazioni universitarie non hanno esitato un
attimo per manifestare il loro proprio sostegno alla popolazione e alla
comunità accademica ucraina, organizzando conferenze, interrompendo le proprie
relazioni con le istituzioni russe e facilitando l’integrazione delle
studentesse e studenti ucraini nei percorsi di studio presenti in Svizzera. Una
disparità di trattamento delle due vicende ipocrita: non esistono studenti di
serie A e di serie B, come non esistono delle vittime “migliori” di
altre!
Partendo
dalle parole espresse dalla presidente di Swissuniversities, Luciana Vaccaro,
pronunciate ieri mattina a Modem, il posizionamento delle università in
quell’occasione era giustificato dalle decisioni prese dal Consiglio Federale.
In questo modo, non solo ha affermato tutta la subalternità del mondo
accademico svizzero ai dettami di un governo federale che svenduto la sua
neutralità agli interessi dell’imperialismo atlantico, ma ha addirittura
enunciato l’impossibilità di un’università elvetica di assumere una posizione
indipendente dai dettami del Consiglio federale: alla faccia della libertà
accademica, della neutralità e dell’indipendenza!
Il
SISA reputa pertanto che occupare le università significa riaffermare il
diritto alla libertà accademica sancita dalla Costituzione federale, come
affermare la propria vicinanza alle vittime del conflitto. Occupare le
università per rendere visibile l’attuale genocidio e fare pressione sulle
istituzioni accademiche, affinché prendano posizione e dei provvedimenti, è del
tutto legittimo. L’unica occupazione illegittima è quella dello Stato di
Israele dei territori palestinesi! NO AL GENOCIDIO: STUDENTI UNITI PER UN
CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO E PERMANENTE!

