Raoul Ghisletta
Un’iniziativa devastante per la democrazia svizzera
Redazione
05.01.2026 11:21

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I reazionari ricchi non si accontentano di essere sempre
più ricchi, ma vogliono controllare sempre più l’informazione che arriva alla
popolazione. Lo si vede in tutto il mondo, seppure con gradi d’intensità
diversi. L’Europa è pure colpita da questa ondata di prevaricazione, ma ha
cercato di contrastarla, varando di recente l’European media freedom act,
che persegue il pluralismo e l’indipendenza dei media. In altri Stati le cose stanno
andando peggio.
Nel nostro Paese l’articolo 93 della Costituzione
federale costituisce un baluardo importante. Esso dà mandato alla
Confederazione di legiferare sulla radiotelevisione nonché su altre forme di
telediffusione pubblica di produzioni e informazioni. L’art. 93 specifica che la radio e la televisione contribuiscono
all’istruzione e allo sviluppo culturale, alla libera formazione delle opinioni
e all’intrattenimento. Radio e televisione devono considerare le particolarità
del Paese ed i bisogni dei Cantoni, presentando gli avvenimenti in modo
corretto e riflettendo adeguatamente la pluralità delle opinioni. In caso di
controversie sui programmi vi è il diritto di rivolgersi a un’autorità
indipendente di ricorso. Infine l’articolo costituzionale
precisa che sono garantite l’indipendenza
della radio e della televisione nonché l’autonomia nella concezione dei
programmi.
Nel solco della tendenza volta a ridimensionare i
media liberi il fronte politico dei ricchi reazionari svizzeri ha lanciato l’iniziativa
popolare “200 franchi bastano (iniziativa SSR)”, dopo aver cercato
invano nel 2018 di abolire il canone radiotelevisivo. I reazionari propongono
un’aggiunta all’articolo 93 della Costituzione, che lo distrugge nella sostanza.
Un’aggiunta che è anche illogica: in caso d’inflazione il canone di 200 fr non sarebbe
adeguabile senza modificare ogni volta la Costituzione svizzera; inoltre è
assurdo che a pagare il canone di 200 fr siano solamente le economie domestiche
e non le società e le imprese, come se queste ultime non usufruissero delle
produzioni e informazioni della SSR.
L’iniziativa dei ricchi reazionari è profondamente
antisvizzera. L’iniziativa mina le fondamenta di un Paese democratico
plurilingue e con culture diverse. Essa impedisce di avere un servizio pubblico
all’altezza, che contribuisca all’informazione nelle varie lingue, ma anche alla
diffusione gratuita di eventi sportivi e di intrattenimento. Essa vanifica
infine il compito della SSR nello sviluppo della cultura nelle varie regioni elvetiche.
No a un’iniziativa che favorisce i poteri forti e che mette in pericolo la
democrazia, come sta facendo Trump negli Stati Uniti.
Raoul Ghisletta, municipale Sinistra Lugano

