Diego Baratti
Un’iniziativa contro il futuro
Redazione
30.10.2025 16:26

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L’iniziativa dei
Giovani Socialisti, che propone di tassare al 50% le grandi eredità e
donazioni, si presenta come una misura estrema e ideologica, destinata a
compromettere non solo il tessuto imprenditoriale svizzero, ma anche il futuro
delle nuove generazioni che oggi si affacciano al mondo del lavoro. In Ticino, sarebbero
oltre 8'000 i posti di lavoro direttamente minacciati. Le imprese familiari –
spesso radicate nel territorio e fonte di occupazione stabile – rischierebbero
di chiudere o di essere vendute al momento del passaggio generazionale. Per molti
giovani, già alle prese con un mercato del lavoro competitivo e incerto,
significherebbe vedere svanire ulteriori opportunità di impiego qualificato e
duraturo.
Conseguenze pesanti
La proposta crea
inoltre un clima di sfiducia e instabilità. Secondo le stime del Consiglio
federale, circa 2'500 grandi contribuenti direttamente coinvolti potrebbero
lasciare la Svizzera – e diversi lo hanno già fatto. Le conseguenze sarebbero
pesanti: perdita di competenze, investimenti in fuga e prospettive di crescita
ridotte. In questo scenario, i giovani rischiano di crescere in un Paese
impoverito, dove le imprese chiudono, i servizi pubblici vengono ridimensionati
e le famiglie si ritrovano a pagare fino a 1'265 franchi in più all’anno di
imposte. È importante ricordare
che il patrimonio degli imprenditori non è un capitale dormiente: è investito
in capannoni, macchinari e, soprattutto, in posti di lavoro. Una tassazione
così elevata costringerebbe molti a vendere o trasferire le proprie aziende a
investitori stranieri, spesso lontani dai valori e dalle esigenze del
territorio.
A pagare il prezzo più alto sarebbero i giovani
Le imprese familiari
rappresentano una parte essenziale dell’identità economica svizzera: portano
con sé tradizione, innovazione e legame con la comunità. La loro scomparsa
significherebbe perdita di competenze e di radici economiche locali.
L’introduzione di una tassa di successione così pesante non garantirebbe
maggiore equità, ma piuttosto incertezza, sfiducia e un freno agli investimenti
a lungo termine. Alla fine, a pagare il
prezzo più alto sarebbero proprio i giovani. Un mercato del lavoro più povero
di opportunità, meno dinamico e meno radicato nel territorio rischierebbe di
essere l’eredità reale di questa iniziativa. E con entrate fiscali in calo, lo
Stato sarebbe costretto a ridurre i servizi essenziali come sanità, istruzione
e infrastrutture, colpendo anche le fasce più deboli della popolazione. Tassare in modo così
drastico le eredità non significa rendere la società più giusta, ma più
fragile. È una misura che minaccia il lavoro, l’impresa e la speranza. E che
rischia di far pagare alle nuove generazioni il prezzo di un’illusione di
equità, a scapito del benessere e della stabilità del Paese.
Diego Baratti, vicepresidente
UDC Ticino

