Simone Gianini
Una riforma fiscale molto svizzera
Redazione
04.06.2024 08:57

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Per noi deputati
a Berna le sessioni parlamentari – attualmente è in corso quella estiva – sono
anche l’occasione per confrontarci con rappresentanti di tutti i Cantoni. È una
buona opportunità per conoscere meglio altre realtà, in parte diverse, in parte
paragonabili alla nostra, da cui poter prendere spunti interessanti. Il
federalismo svizzero ha molti vantaggi, tra cui proprio quello di potersi
ispirare alle ricette di successo già sperimentate da altri.
Il paragone con le altre realtà
Il Ticino farebbe
quindi bene, di tanto in tanto, a guardare maggiormente oltralpe per capire
come il resto della Svizzera si muove. È ad esempio questo il caso della
riforma fiscale in votazione il prossimo 9 giugno, laddove tra gli obiettivi del
Consiglio di Stato e del Gran Consiglio vi è proprio quello di “riportare
alcuni ambiti della fiscalità del Cantone Ticino nella media Svizzera”. Non è questa
un’ambizione esagerata, anche perché siamo effettivamente il Cantone peggiore, ad
esempio, per chi vuole prelevare il proprio capitale previdenziale, risparmiato
durante una vita, così come siamo tra i cinque Cantoni che concedono meno
deduzioni professionali ai lavoratori e di gran lunga quello che applica le
aliquote più alte per le eredità e i trapassi aziendali fra parenti non
diretti.
Un legittimo interesse a non perdere buoni contribuenti
E c’è un’altra
cosa che, in un momento di costi crescenti in molti ambiti, a nessun altro Cantone
verrebbe in mente: un aumento generalizzato delle imposte per tutti i
contribuenti (questo sarebbe infatti l’effetto immediato, se la riforma fiscale
non fosse approvata dalle cittadine e dai cittadini ticinesi). Sotto questi
aspetti, la riforma fiscale in votazione, soprattutto se paragonata con quanto
hanno già adottato altri Cantoni, anche quelli che non stanno necessariamente meglio
di noi, più che coraggiosa va definita ragionevole o, se si vuole, proprio per
questo, molto “svizzera”: niente ricette avventate o fuori dal comune, ma un legittimo
interesse a non perdere (buoni) contribuenti – oggi non sono pochi i ticinesi
alle soglie della pensione che ritirano il capitale con enormi risparmi in
altri cantoni – ed evitare un aumento delle imposte nel peggiore dei momenti
della storia recente.
Un’occasione per riportarci nella media degli altri Cantoni
Restare tra i
fanalini di coda a livello fiscale in uno Stato federalista non è buona cosa.
Il 9 giugno si presenta l’occasione per riportarci dalle retrovie nella media
degli altri Cantoni. Non perdendo contribuenti – e possibilmente attraendone
altri – si riusciranno a garantire anche in futuro le entrate fiscali, certo
più che mai necessarie di fronte alle sfide in corso e dei prossimi anni, ma
che non è più scontato che ci saranno, se chi oggi le versa si convincesse che varrebbe
infine la pena di pagare meno altrove.
Simone Gianini, consigliere nazionale PLR

