Davina Fitas
Una riforma della LPP inefficace per le donne
Redazione
26.07.2024 06:48

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La
riforma della LPP in votazione il prossimo 22 settembre non migliorerà le
rendite per le donne. Le casse pensioni sono nate per mantenere il tenore di
vita abituale in pensione, ma negli ultimi dieci anni le rendite del secondo
pilastro sono diminuite. Oggi, i pensionati ricevono in media 300 franchi in
meno al mese rispetto a quindici anni fa, nonostante un aumento delle
contribuzioni salariali del 14%. Le casse pensioni, pur accumulando riserve di
oltre 110 miliardi, continuano a offrire rendite sempre più basse a causa dei
bassi tassi di interesse e dei tassi di conversione ridotti del 20% nell'ultimo
decennio.
I
giovani rischiano di veder diminuire le rendite
Il
Parlamento ha deciso una riforma che obbliga i lavoratori a pagare di più per
ricevere rendite inferiori. La riduzione del tasso di conversione dal 6,8% al
6% comporterà perdite fino a 3’200 franchi all'anno per i lavoratori, colpendo
soprattutto gli over 50 e la classe media. I giovani rischiano di vedere
diminuire le loro future rendite nonostante un aumento delle contribuzioni. Le
riforme richiederebbero ai salariati di versare 2,1 miliardi di franchi in più
all'anno alle casse pensioni, con costi individuali che potrebbero raggiungere
i 2’400 franchi annui.
Una
riforma insufficiente e iniqua
Le
compensazioni previste dalla riforma sono limitate e soggette a condizioni che
molte donne non riusciranno a soddisfare, come il requisito di essere
assicurate per quindici anni in una cassa pensioni. Questa riforma è
insufficiente e iniqua, lasciando le donne senza miglioramenti concreti nelle
loro pensioni. Le madri e le donne che lavorano part-time non otterranno
benefici, e le persone con lavori precari o multiple occupazioni continueranno
a non essere coperte adeguatamente.
Le
misure proposte non affrontano il problema
Nonostante
le promesse di maggiori rendite con l'aumento dell'età pensionabile delle
donne, la riforma in votazione il 22 settembre non le manterrà. La realtà è che
le donne, specialmente quelle con redditi bassi, continueranno a dipendere
dalle prestazioni complementari per vivere. Inoltre, il lavoro non retribuito
di cura, che ricade principalmente sulle donne, non è riconosciuto dalle casse
pensioni. Le misure proposte non affrontano il problema fondamentale della
perdita di valore delle rendite a causa dell'inflazione, che ridurrà ancor più
il potere d'acquisto delle pensioni del secondo pilastro di un quarto nei
prossimi vent'anni.
Ricordiamoci
dunque che la riforma della LPP non solo non migliorerà le rendite per le
donne, ma aggraverà le disuguaglianze esistenti, costringendo tutti i
lavoratori e tutte le lavoratrici a contribuire di più per ricevere meno, senza
garantire un futuro pensionistico sicuro ed equo. È necessaria una revisione
più equa della politica delle casse pensioni per garantire un futuro sicuro ai
pensionati svizzeri. Per questi motivi, votare ‘no’ alla revisione della LPP il
22 settembre è essenziale per proteggere gli interessi dei lavoratori e delle
lavoratrici e dei pensionati.
Davina Fitas, responsabile del
settore pubblico e docenti–OCST, coordinatrice donna–lavoro–OCST

