Christian Fini
Un Ticino Deal per ripartire
Redazione
12.09.2025 07:28

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Non possiamo più accontentarci di
un Ticino patinato sulle cartoline per turisti: dietro la bellezza del
paesaggio c’è una quotidianità che chiede dignità e prospettive. Troppi giovani se ne vanno, troppe famiglie faticano a
conciliare lavoro e spese, troppi anziani non vivono con la serenità che
meritano. Parlare di qualità di vita significa restituire tempo, dignità e
libertà alle persone. E non è certo limitando questa libertà che si migliora la
vita del cittadino: al contrario, è creando condizioni nuove perché possa
vivere con più opportunità e meno vincoli.
L’ambiente non deve essere vissuto come un ostacolo, ma come un’occasione per
far anche girare l’economia. Un Ticino che investe in efficienza energetica,
innovazione tecnologica e soluzioni sostenibili è un Ticino più competitivo,
più attrattivo e più dignitoso per chi ci vive. Non si tratta di imporre nuovi
divieti o restrizioni, ma di aprire possibilità: incentivare le imprese che
scelgono energie pulite, premiare i cittadini che riducono consumi e
spostamenti inutili, sostenere chi innova nella gestione del territorio. La
qualità di vita cresce quando le persone sono libere di scegliere.
Questo significa lanciare progetti concreti e di rottura. Sul fronte della
mobilità, ad esempio, si dovrebbe sperimentare un sistema intelligente con
un’app cantonale che monitora i flussi di traffico e premia i cittadini
virtuosi: chi viaggia fuori dagli orari di punta, chi utilizza mezzi pubblici,
chi condivide l’auto. Non un’imposizione dall’alto, ma un patto nuovo tra
istituzioni, aziende e cittadini, capace di restituire tempo a chi lavora e
allo stesso tempo stimolare innovazione locale.
Sul fronte energetico, potremmo diventare laboratorio di indipendenza
energetica e sostenibilità. Pannelli solari su tetti industriali e abitativi,
cooperative energetiche di quartiere, condivisione di energia tra famiglie e
aziende: ogni franco investito resta sul territorio, crea posti di lavoro,
genera nuove competenze. Le imprese non sarebbero solo consumatori ma attori
attivi della transizione, con un ritorno economico diretto e un vantaggio
competitivo reale. Anche qui, non serve limitare la libertà: basta dare
strumenti e incentivi per trasformare cittadini e imprese in protagonisti.
Anche il territorio va ripensato. Cohousing moderni e accessibili, sostenuti
dalle aziende che vogliono attrarre e trattenere talenti. Riqualificazione di
aree dismesse in spazi produttivi: hub di ricerca, coworking, laboratori per
imprese innovative. Non colate di cemento, ma rigenerazione urbana e
riutilizzazione dei materiali che danno nuove opportunità a persone, aziende e
aree dismesse.
Questa visione possiamo racchiuderla in un nome: Ticino Deal. Un patto di nuova
generazione che unisce ambiente, energia e libertà per rilanciare il nostro
Cantone. Non una visione calata dall’alto, ma un’alleanza tra cittadini,
istituzioni e aziende. Un accordo che restituisce tempo, abbassa i costi della
vita, stimola innovazione, crea dignità e restituisce libertà. Libertà di
muoversi meglio, di vivere in case accessibili, di produrre e condividere
energia, di crescere in un territorio che non si limita a sopravvivere ma che
diventa laboratorio di innovazione. Liberiamoci dall’immobilismo e facciamo
ripartire il nostro Cantone.
Christian
Fini - presidente
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