Daniele Raffa
Un Ticino accessibile per tutti: il Nodo intermodale di Locarno-Muralto è un passo nella giusta direzione
Redazione
11.06.2025 11:56

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Come cittadino ticinese e persona con disabilità, ho imparato a
leggere i progetti non solo con gli occhi della funzionalità tecnica o del
costo finanziario, ma soprattutto con quelli della dignità e dell’inclusione.
Per questo guardo con convinzione e solidarietà al progetto del Nodo
intermodale di Locarno-Muralto.
Il progetto non è solo una questione urbanistica o viaria, ma una
questione anche sociale. Oggi la stazione di Locarno presenta evidenti
criticità che ogni persona con mobilità ridotta conosce fin troppo bene:
marciapiedi non accessibili, percorsi confusi, attraversamenti pericolosi,
collegamenti tra bus e treni disorganizzati, impossibilità di salire su un bus
in modo autonomo. Questo genera disagio, esclusione e spesso anche rinuncia a
muoversi in autonomia. E non parliamo solo di disabili in carrozzina: anche le
persone anziane, i genitori con passeggini, i turisti con valigie meritano
infrastrutture accessibili, moderne e sicure.
Abbiamo investito nei nodi intermodali di Chiasso (6.4 milioni),
Mendrisio (8 milioni), Bellinzona (18.7 milioni), Giubiasco (7.8 milioni),
Biasca (6 milioni) e Lugano (quasi 60 milioni). Questi investimenti sono stati
sostenuti con convinzione da tutto il Cantone, perché c’è consapevolezza che
una rete di trasporto efficiente e accessibile in ogni angolo del Ticino è un
vantaggio per tutti.
Ecco perché mi sorprende la levata di scudi contro il progetto
locarnese. Al di là delle proprie convinzioni e della propria ideologia, credo che
l’interesse pubblico – quello vero – sta nell’offrire a tutti i cittadini pari
diritti di movimento, sicurezza e accesso ai servizi. Io non vedo il Nodo intermodale di Locarno-Muralto come un
favore a qualcuno, ma bensì un passo verso un Ticino più inclusivo e moderno; che
permetta ad ogni cittadino, indipendentemente dalla sua condizione, di muoversi
liberamente e con dignità. Da politico e da persona che ogni giorno affronta
barriere visibili e invisibili, ribadisco che non possiamo accettare
che il diritto alla mobilità resti ostaggio del timore del cambiamento.
È il momento di costruire un Ticino dove ogni nodo della rete
pubblica sia davvero un punto di
connessione, non di esclusione. Sì al Nodo intermodale di Locarno-Muralto, perché l’accessibilità
non è un’opzione. Sosteniamo il Locarnese e votiamo sì il 15 giugno 2025.

