Matteo Quadranti
Un sì convinto alla riforma EFAS
Redazione
12.11.2024 18:38

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Puntuale come sempre, anche l’autunno in corso è caratterizzato dal
dibattito, dai commenti e dall’indignazione di ampie cerchie sul previsto e
comunicato aumento dei premi di cassa malati per l’anno prossimo. Dopo gli
ultimi tre anni di premi in netta crescita è però difficile biasimare chi inizia
a definire il sistema sanitario insostenibile o chi invoca soluzioni drastiche.
È indiscutibile che da tempo sono necessarie riforme incisive, soprattutto per
rivedere alcuni incentivi che oggi rasentano l’assurdo.
Uno di questi colpisce i ticinesi in modo particolarmente negativo.
Contrariamente a molti settori dell’economia, nella sanità il progresso sta
chiamando maggiormente alla cassa i cittadini, invece di sgravarli. Infatti, il
progresso medico permette(rebbe) di effettuare sempre di più interventi e
operazioni in regime ambulatoriale, dunque senza soggiorno ospedaliero. Questo
non solo ha vantaggi per i pazienti (rientro a domicilio, rischio infezioni
ospedaliero, ecc.), ma permette di ridurre i costi degli interventi in modo spesso
significativo. Ma dal momento che i trattamenti ambulatoriali sono pagati completamente
dai nostri premi e quelli stazionari in cliniche ed ospedali solo per il 45%
(il resto lo copre il cantone), ecco che per il cittadino-assicurato il
vantaggio di “costare meno” si traduce in un aumento ancor più marcato dei
premi di cassa malati. E in Ticino – che virtuosamente ha una quota
tendenzialmente alta di trattamenti ambulatoriali – questo paradossale
meccanismo costituisce uno dei fattori dei premi superiori alla media.
In questo contesto il progetto di finanziamento uniforme in votazione a
novembre assume il carattere di prima vera riforma del sistema sanitario e al
contempo grande opportunità. Essa prevede una suddivisione “fissa” del
finanziamento tra cantoni (24%) e casse malati (76%), sia per le prestazioni
ambulatoriali che per quelle stazionarie. I risparmi per i pagatori di premi
sono importanti: da una parte con la suddivisione proposta vi è un risparmio
istantaneo particolarmente significativo per i ticinesi, e successivamente l’ulteriore
spostamento verso le cure ambulatoriali permetterà a cantoni e assicurati di risparmiare
grazie ai progressi della medicina. In termini assoluti si parla di miliardi di
franchi.
Di fronte a ciò, in Ticino ancor più che altrove, la decisione sulla prima vera
soluzione proposta per contenere i costi della sanità appare ovvia: con il
finanziamento uniforme il risparmio immediato e futuro è tangibile, intervenendo
su incentivi che attualmente ostacolano l’innovazione, la qualità e
l’efficienza delle cure. Grazie alla riforma, i pazienti riceveranno
trattamenti basati sulle necessità cliniche e non su considerazioni economiche
o di finanziamento. Per questo mi impegno convinto a favore di un Sì al finanziamento
uniforme il prossimo 24 novembre.
Matteo
Quadranti, Gran Consigliere e membro della Commissione sanità e socialità

