Lea Ferrari
Un preventivo 2025 nel solco delle peggiori politiche europee
Redazione
10.12.2024 21:34

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Il Partito
Comunista si muove per attitudine nel solco dell’opposizione costruttiva.
In questa
legislatura non c’è più stata apertura
da quest’aula, ad esempio rispetto agli emendamenti puntuali, esigui e ampiamente condivisibili che il
nostro Partito ha portato nel dibattito del preventivo 2024.
A queste condizioni quindi la lotta cambia
forma, più il Partito unico neoliberista, che non ammette né voci fuori dal
coro né men che meno franchi tiratori, abbassa la posta – infierendo nella
prosperità della società ticinese a corto e lungo termine - allora è parimente
decisivo controbattere con iniziative audaci, altrettanto forti e nette per
contrastare i danni clamorosi che in questi anni sono stati spacciati per
necessari tagli secondo una non meglio precisata morale finanziaria.
Fondamentalisti
del freno al disavanzo, così potremmo definire i firmatari del rapporto di
maggioranza. Coloro che sacrificano con cieca fede la scuola e i suoi allievi
sull’altare del meno stato.
In questa
teocrazia conta di più il Dio Debito rispetto ai bisogni della popolazione, che
non viene ascoltata anche se soffre il costo della vita, i premi di cassa
malati, deve lasciare il Ticino per trovare lavoro o ricevere cure di qualità.
Il Dio Debito
ha cancellato in poco tempo il Canto Ticino plurale e democratico, basato
sull’istruzione universale di Stefano Franscini. Disconosce le sue radici
laiche e sociali, che hanno creato benessere in passato attraverso l’impiego
nel servizio pubblico. Si nega allo stesso modo l’investimento negli anni
recenti per interessanti politiche del trasporto pubblico ed energetiche.
Fuor di
metafora, il Partito Comunista non assiste inerme all’attacco in corso allo
stato, in cui acriticamente si tornano ad applicare ricette la cui validità è
scientificamente smentita dopo i risultati dell’austerity degli anni ’80 e ’90
come pure delle politiche europee più recenti. La congiuntura è bassa e subiamo
gli effetti dell’economia in declino dei paesi confinanti, probabilmente la
situazione non migliorerà nei prossimi tempi quindi servono interventi
anticiclici e bisogna evitare di azzoppare ulteriormente il potenziale del
Cantone.
La scuola è
da difendere per assicurare un futuro solido alle prossime generazioni, che con
la loro intelligenza potranno creare benessere. Garantire un settore pubblico e
parapubblico autorevole e competitivo che sappia trainare le aziende private.
Senza la premessa di uno stato sociale forte, saremo trascinati nel vortice
discendente della politica autodistruttiva dell’unione europea.

