Partito Comunista
Un NO convinto alla riforma pensionistica LPP 21!
Redazione
02.09.2024 07:35

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il Partito Comunista si schiera contro la riforma pensionistica LPP 21.
Nonostante questa sia stata presentata come utile e necessaria per rafforzare
il finanziamento del secondo pilastro, mantenere il livello delle rendite e
migliorare la copertura assicurativa di chi lavora a tempo parziale o con un
salario basso, è chiaro come in realtà le criticità – proprio per quei gruppi
che i fautori della riforma dichiarano di voler tutelare – sarebbero
molteplici.
Anzitutto, determinate categorie professionali sarebbero confrontate a un
aumento delle deduzioni salariali. Secondo l'Unione Sindacale Svizzera (USS),
soprattutto chi percepisce un salario medio-basso si troverà a pagare fino a
Fr. 2’400.- in più all’anno. Di rimando, non aumenteranno i contributi versati:
la fascia degli ultracinquantenni, se la riforma dovesse venir accettata alle
urne, si troverebbe una volta in pensione a ricevere fino a Fr. 270.- al mese
in meno, che equivalgono a una perdita di Fr. 3'200.- all’anno! Il sindacato
VPOD, giustamente, così sintetizza: "pagare di più per ricevere di meno?
No alla fregatura pensionistica LPP!"
In effetti, l’unico proposito che verrebbe rispettato in maniera sostanziale
sarebbe quello del rafforzamento del finanziamento del secondo pilastro: ma è
qualcosa di cui abbiamo veramente bisogno? Con delle casse pensioni che
gestiscono nel complesso un patrimonio di 1'100 miliardi di franchi ed hanno
accumulato più di 150 miliardi di franchi di riserve, risulta assurdo
pretendere di derubare i lavoratori – fanno bene i sindacati a parlare di furto
delle rendite – per andare ad alimentare fondi multimiliardari e azzardi
manageriali.
Il Partito Comunista saluta quindi positivamente la rivendicazione
dell'USS di stabilire una compensazione del rincaro sulle pensioni
correnti: come comunisti già alcuni anni fa avevamo rivendicato un dispositivo
con cui bloccare il rincaro anche attraverso l’adeguamento delle pensioni.
Invitiamo quindi la popolazione a votare NO alla riforma della LPP il prossimo
22 settembre, e a scendere in piazza con il sindacato VPOD a Berna il 21
settembre (sono previsti treni speciali da diverse regioni del Paese).
Partito
Comunista

