Yvonne Ballestra Cotti
Un “no” che fa crescere: la sfida degli smartphone
Redazione
03.12.2025 14:10

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Questa settimana è
speciale: viene consegnata l’iniziativa popolare “Gli smartphone a
scuola? No!”. Nata quasi in sordina, oggi l’iniziativa affronta un tema
sempre più centrale, che la politica cantonale non può più evitare di
considerare. Il testo proposto mira a togliere la possibilità di portare con sé
dispositivi dotati di connessione a internet e, quindi, l’accesso a piattaforme
come TikTok, videogiochi online, Instagram o YouTube. Rimarrà invece consentito
avere un cellulare con la sola funzione di chiamata. La necessità di inserire nella
legge ciò che è ormai sotto gli occhi di tutti è evidente. Basta osservare le
pause scolastiche, spesso silenziose, o i bambini e gli adolescenti che
camminano per strada come “zombi”, con lo sguardo incollato allo schermo.
Sappiamo bene come funzionano gli algoritmi dei social media: puntano
esclusivamente a trattenerci il più a lungo possibile. Più guardiamo, più
guadagnano. Diciamolo chiaramente: è manipolazione. È un business che mira a
fidelizzare bambini e ragazzi, impedendo loro di scoprire altre esperienze.
Dire dei “no” è indispensabile
La politica deve agire. La scuola
deve tornare a essere un luogo che insegna a sognare, a crescere, a diventare
ciò che si desidera essere. Una missione che oggi rischia di essere soffocata
da una quotidianità sempre più distorta. Dire dei “no” è indispensabile
per la crescita dei nostri figli. La tecnologia è parte integrante della nostra
vita quotidiana; allo stesso tempo è importante far vivere e far scoprire
momenti di libertà da internet. Rafforzare il legame umano tra gli studenti e
tutti gli attori della scuola, a partire dagli insegnanti e dai loro compagni,
è fondamentale: è nell’incontro reale, nei momenti condivisi nel qui e ora, che
si cresce davvero.
Yvonne Ballestra Cotti, consigliera comunale per Il Centro Locarno

