Lorenzo Quadri
Un inaudito attacco al federalismo
Redazione
04.05.2025 12:14

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Mercoledì il Consiglio federale ha preso una
decisione scandalosa. Il trattato di sottomissione all’UE (che la partitocrazia
ed i media mainstream si ostinano a chiamare col nome ingannevole di Bilaterali
III) verrà sottoposto unicamente al referendum facoltativo. Per la sua
approvazione non sarà dunque necessaria la doppia maggioranza di popolo e
Cantoni. La scelta tra referendum obbligatorio e facoltativo
non è una questione di lana caprina. Il rifiuto della doppia maggioranza è uno schiaffo
al federalismo elvetico, quindi all’essenza stessa del nostro Paese. Equivale a
cancellare il ruolo istituzionale dei Cantoni.
Un tentativo di smantellare il federalismo
La democrazia svizzera non si
basa solo sulle maggioranze popolari. Nel parlamento federale, il Consiglio
degli Stati, dove Cantoni grandi e piccoli hanno lo stesso peso, serve ad
evitare che a comandare su tutti siano le aree a maggiore densità di abitanti:
vale a dire, le città rossoverdi euroturbo. Escludere la doppia
maggioranza significa dunque dare maggior potere a queste città. Lo scopo dell’imbroglio
è manifesto: impedire che i Cantoni rurali o periferici (come il nostro)
affossino gli accordi internazionali che tanto piacciono alle élite.
L’esclusione dei Cantoni dal voto sul trattato di sottomissione a Bruxelles
rientra nel solco dei tentativi di smantellare il federalismo e di centralizzare
il potere a Berna.
È questo il futuro che vogliamo?
Ma queste sono manovre contronatura. L’unico esperimento
centralista nella storia svizzera fu la Repubblica elvetica, imposta dai
francesi nel 1798, che abolì l’autonomia cantonale e fallì miseramente. Il
principio della doppia maggioranza confluì nella Costituzione federale del
1848, quale garanzia della sovranità dei Cantoni. Oggi il voto dei Cantoni è un
ostacolo per la partitocrazia bramosa di svendere la Svizzera ad organismi
sovranazionali. L’accordo quadro istituzionale 2.0 cancellerà la
nostra sovranità, la nostra indipendenza, i nostri diritti popolari. Le leggi
ce le detterà Bruxelles. Qualsiasi decisione parlamentare o popolare, federale
o cantonale, non conforme ai diktat UE verrà azzerata. E’ questo il futuro che
vogliamo?
Lorenzo Quadri, consigliere nazionale, Lega dei Ticinesi

