Pierluigi Pasi
Un altro valido motivo per dire NO il 18 giugno alla legge sull’energia
Redazione
07.06.2023 06:06

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La legge
sull’energia ha i piedi d’argilla, perché certamente poggia su dati incompleti
e sbagliati. I numeri devono fare riflettere. Dal 2001, grazie alle tecnologie
innovative e alla maggiore efficienza energetica, in Svizzera il consumo di
elettricità pro capite è calato del 10%. Hanno contribuito soprattutto
l’agricoltura, la silvicoltura e l’industria. Tutto bene quindi? No, perché il
consumo totale di elettricità è aumentato del 6,4%. Anche le emissioni di CO2:
minori emissioni pro capite, ma un aumento complessivo. Una contraddizione solo
apparente, facilmente spiegabile: la causa è la massiccia crescita demografica,
che naturalmente porta a un consumo di risorse nel complesso maggiore. La
politica ambientale ed energetica deve dunque fare i conti anche con i dati
demografici, con l’immigrazione. Chiunque desideri una Svizzera sostenibile dovrebbe
essere pure a favore di una politica migratoria altrettanto sostenibile: questa
è logica. Nelle previsioni passate, gli esperti hanno sbagliato di 27 anni. In
poco più di un ventennio, dal 2001, la popolazione in Svizzera da 7,2 è
cresciuta fino a quasi 9 milioni. Solo lo scorso anno, è aumentata di 180'000
unità: l’equivalente della Città di Basilea. 180’000 persone in più necessitano
di risorse: consumano più elettricità, più acqua, più benzina, più combustibile
per riscaldamento e più suolo edificabile. Loro malgrado, causano emissioni di
CO2 e di gas serra. La Strategia Energetica 2050 ha completamente sottostimato
proprio questo dato fondamentale: ipotizzava che gli abitanti in Svizzera
sarebbero stati 9 milioni solo fra trent’anni, appunto nel 2050. Gli esperti
hanno sbagliato i calcoli, con conseguenze clamorose per il nostro
approvvigionamento elettrico: l’elettricità scarseggia, con prezzi che salgono
alle stelle. Abbiamo una strategia energetica basata su presupposti
completamente errati. La crescita demografica dal 2001 a oggi consuma
grossomodo la produzione della centrale nucleare di Gösgen: il 16,5% o 9
terawattora in più di elettricità. Ogni cittadino in più è un consumatore di
elettricità. Quali le conseguenze? Anziché correggere la politica energetica
sbagliata e le cause che ne stanno alla base, Berna reagisce proponendo
restrizioni e divieti per le persone che vivono nel Paese: 19 gradi di
temperatura in casa o in ufficio e docce per due persone, insomma con tattiche
diversive. La crescita della popolazione e i suoi effetti sul consumo di
risorse e sulla cementificazione del paesaggio non possono più essere taciuti.
Tutti questi fattori devono essere presi in considerazione per prevedere e
concepire uno sviluppo equilibrato e sostenibile della Svizzera. Nel corso
degli anni il nostro Paese ha fatto molti progressi nel campo dell’efficienza
energetica, che però l’aumento della popolazione rischia di vanificare.
Rischiamo nuovi divieti, restrizioni e aumenti del prezzo dell’elettricità. Anziché
accettarli, immaginiamo di meglio: diamo un segnale forte a Berna, votiamo NO
alla legge sull’energia.
Pierluigi
Pasi, Mendrisio, deputato UDC in Gran Consiglio

