Lorenzo Quadri
UE: sempre più motivi per starne alla larga
Redazione
07.12.2025 08:49

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Il 6 dicembre
ricorreva il 33° anniversario del NO popolare all'adesione della Svizzera allo
Spazio economico europeo (SEE). Quel NO - determinante, per il risultato alle
urne, fu il ruolo della Lega, nata da poco - ha impedito che il nostro Paese si
trasformasse in una colonia di Bruxelles. Quel NO è oggi un mandato per il
futuro: come sappiamo, sul tavolo c'è il famigerato accordo di sottomissione
all'UE, che va assolutamente respinto.
I motivi per
girare al largo dall'Unione europea si moltiplicano. Vedi l'ultimo scandalo di
corruzione che ha coinvolto il Collegio d'Europa e la sua (ormai ex) rettrice, l'italiana
Federica Mogherini (PD), già "Alta rappresentante UE per la politica
estera e di sicurezza".
Il Collegio d'Europa è una scuola post-universitaria con sede a Bruges, il cui
obiettivo è quello di sfornare aspiranti burocrati e diplomatici UE. Mogherini
ne diventò rettrice nel 2020 per meriti politici. Una nomina che venne fortemente
contestata, dal momento che Mogherini - politologa senza carriera accademica né
dottorato né esperienza in istituzioni universitarie - non adempiva ai
requisiti del bando di concorso. Tuttavia l'allora presidente del CdA, Herman
Van Rompuy (già presidente del Consiglio UE: quando si dice "gli
inciuci"...), la nominò, ignorando oltre 30 candidati qualificati. Un
esordio promettente, insomma. Mogherini e altri, dopo essere stati fermati ed
interrogati, sono ora accusati di frode negli appalti, corruzione, conflitto di
interessi e violazione del segreto professionale. In particolare, il Collegio
d'Europa si sarebbe aggiudicato illecitamente un programma europeo di
formazione per giovani diplomatici, avendo potuto visionare in anticipo il
bando di concorso.
Assieme a Mogherini è indagato anche Stefano Sannino: costui è stato, tra le
altre cose, il capo negoziatore UE dell' accordo quadro istituzionale, poi
abortito nel maggio del 2021.
È
significativo che i vertici di una scuola destinata a sfornare eurocrati siano
indagati per corruzione: una dimostrazione tangibile di quanto la corruzione
sia un tratto distintivo dell'UE. Tra gli innumerevoli scandali ricordiamo il
Qatargate, che travolse l'europarlamento nel 2023.
Nel marzo 2025 è invece scoppiato il bubbone legato al colosso cinese Huawei:
una vicenda di lobbismo e corruzione che ha condotto a numerosi arresti nei
corridoi dei palazzi di Bruxelles.
L'Ufficio europeo antifrode ha dal canto suo segnalato che, solo nel 2024,
fondi comunitari per oltre 870 milioni
di euro sono stati utilizzati in modo illecito. Una cifra che cresce di anno in
anno.
Visto che
"il pesce puzza sempre dalla testa", c'è pure il cosiddetto
Pfizergate. Nell'occhio del ciclone si trova questa volta la presidente della
Commissione UE. Ursula von Leyen avrebbe infatti assegnato alla Pfizer
contratti da 35 miliardi di euro per vaccini anti-covid semplicemente via sms. Messaggi
che la diretta interessata rifiuta
tuttora di rendere noti.
Tanto per non farsi mancare niente, è notizia dei giorni scorsi che anche l'ex
commissario UE alla Giustizia, il belga Didier Reynders, è stato incriminato
per riciclaggio di denaro e altri reati non meglio precisati.
Simili vicende confermano che
l'impianto europeo è marcio. La Svizzera non deve farsi invischiare.
Lorenzo Quadri - Consigliere nazionale Lega dei Ticinesi

