Graziano Besana
Ucraini e lavoro? No grazie!
Redazione
30.08.2025 11:09

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In questi giorni la Confederazione chiede ancora una
volta ai cantoni di mettere gli stranieri con permesso S davanti ai propri disoccupati.
Parlare di “integrazione degli ucraini nel mercato del lavoro” può sembrare nobile,
ma ignora una realtà lampante: troppi svizzeri, tra cui i nostri giovani
ticinesi in cerca del primo vero impiego e gli over 50 ingiustamente messi da
parte, restano ad aspettare.
Invece di affrontare questo problema, i politici e
l’economia si affrettano a trovare lavoro agli stranieri con permesso S. Questa
non è solidarietà, è abbandono e discriminazione. La popolazione è già
schiacciata da premi di cassa malati, sempre più alti i cui costi crescono di
anno in anno, anche grazie alle cure gratuite elargite gratuitamente, magari senza
controllo, agli stranieri con permesso S. Ora ci viene anche detto che dobbiamo
sopportare il peso di dare ulteriore priorità agli ucraini nel mercato del
lavoro. È un insulto verso chi è nato in Svizzera o vi risiede stabilmente continuando
a sostenere questo paese.
Aiutare i rifugiati di guerra con alloggio e sicurezza
è una cosa. Consegnare loro opportunità prioritarie che i nostri disoccupati
non riescono ad avere è un’altra. Quando i cittadini che hanno contribuito per
anni alla crescita delle componenti istituzionali, politiche, imprenditoriali,
culturali e sociali vengono scavalcati, il messaggio è chiaro e pericoloso: il
rispetto verso la popolazione viene messo in secondo piano.
La Svizzera deve smetterla di farsi in quattro per
apparire generosa all’estero mentre chiede severe misure di risparmio al
proprio interno e volta le spalle ai propri cittadini, soprattutto se
professionalmente o economicamente in difficoltà. I posti di lavoro devono
andare prima agli svizzeri e ai residenti, giovani e meno giovani, che meritano
dignità e priorità. Tutto il resto è una mancanza di rispetto che fomenta un
crescente sentimento di tradimento politico e istituzionale a livello cantonale
e federale.
Graziano Besana,
sostenitore di Avanti con Ticino&Lavoro

