Amalia Mirante
UBS e Credit Suisse: ogni posto di lavoro conta
Redazione
31.08.2023 15:21

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UBS, la più grande banca
svizzera, ha annunciato i risultati molto attesi del secondo trimestre di
quest'anno. I conti si sono chiusi con un utile di oltre 25 miliardi di
franchi. Durante la conferenza stampa è emerso che il marchio di Credit Suisse
continuerà ad esistere fino al 2025, quando tutti i clienti saranno integrati
nel sistema di UBS. Inoltre, entrambe le banche hanno rassicurato che
manterranno gli impegni di sponsorizzazione verso associazioni sociali,
culturali e sportive almeno fino al 2025.
La borsa ha positivamente
reagito a questi risultati, portando ad un aumento del 6% del valore delle
azioni di UBS, che sono arrivate a 23 franchi, un livello che non si registrava
da anni.
Ma facciamo un passo indietro.
Il 19 marzo 2023, dopo un pressante “invito” del governo, UBS ha annunciato
l'acquisizione di Credit Suisse, una banca che si trovava sull'orlo del
fallimento a causa di strategie errate e operazioni discutibili negli anni
passati. Pochi giorni dopo, UBS ha richiamato Sergio Ermotti al comando,
suscitando grande sollievo tra gli svizzeri. Sotto la guida di Ermotti, l’11
agosto, UBS ha annunciato di rinunciare a tutti gli aiuti e le garanzie
statali.
Questa notizia è stata
sicuramente positiva per i cittadini svizzeri, ma è stata anche una
sconfessione per quei politici che per mesi hanno messo in discussione
l'intervento del governo, l'urgenza di una soluzione e le capacità stesse di
UBS nell'affrontare questa acquisizione. La politica spesso si nutre di
polemiche sterili, ma speriamo che gli stessi attori si impegnino invece nel
risolvere problemi reali.
Purtroppo, durante la
conferenza stampa, è arrivata anche l'altra notizia attesa: in Svizzera
verranno persi circa 3’000 posti di lavoro su un totale di 38’000 offerti
attualmente dalle due banche. È rassicurante leggere le prese di posizione dei
sindacati di categoria che hanno valutato le condizioni del piano sociale come molto
buone. Nonostante ciò, non possiamo fare a meno di pensare e di esprimere
massima solidarietà a queste 3’000 persone e alle loro famiglie, che, come
accade sempre quando si perde il lavoro, si troveranno ad affrontare periodi
molto difficili.
Auguriamo a tutte loro di
poter trovare al più presto una nuova occupazione, perché, a differenza di
quanto alcuni vorrebbero farci credere, il lavoro rimane fondamentale nella
vita di ognuno di noi.

