Graziano Besana
Turismo: dal Parlamento 40 milioni senza garanzie
Redazione
18.11.2025 13:53

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Lunedì pomeriggio il Gran Consiglio ha approvato una spesa di 40 milioni per il
turismo, ignorando completamente il contesto finanziario del Cantone e
scartando in blocco ogni proposta correttiva. Una scelta che conferma la scarsa
volontà del Parlamento e del Governo di introdurre ordine, criteri e
trasparenza nella gestione del denaro pubblico.
Gli
emendamenti proposti da Avanti con Ticino&Lavoro costituivano delle misure
semplici e coerenti. Puntavano a rafforzare la strategia, evitare sprechi e
garantire che ogni franco pubblico producesse valore reale. Le proposte erano
chiare: introdurre una quota obbligatoria per opere strutturali, creare una strategia
lacustre cantonale e avviare una linea specifica per infrastrutture e accessi.
Erano misure pensate per superare interventi episodici e costruire attrazioni
durature.
Sul
fronte della governance, gli emendamenti suggerivano un contratto di
prestazione tra il Consiglio di Stato e l’Agenzia turistica ticinese SA, con
indicatori annuali e monitoraggi intermedi. Obiettivi semplici: meno
improvvisazione, più coerenza tra soldi spesi e risultati ottenuti.
Per
il lavoro e la qualità dell’offerta, veniva introdotto un “bilancio sociale”
per i beneficiari più grandi, con la possibilità di legare le rate dei
contributi al miglioramento delle condizioni salariali, della formazione e
della stabilità contrattuale. In altre parole, se si prendono soldi pubblici,
si dimostra di restituire qualcosa alla collettività!
Infine,
gli emendamenti proponevano innovazioni concrete negli strumenti finanziari: una
riserva per progetti iconici, il criterio “selfie/social” per attrarre
visitatori e generare visibilità spontanea attraverso la condivisione di foto e
contenuti sui social media. Una
finestra per micro-progetti sotto i 500 mila franchi e mutui a tasso zero fino
al 25% del credito quadro. Tutto con un obiettivo semplice: massimizzare
l’impatto e ridurre gli sprechi di denaro pubblico.
Come
spesso accade, il Parlamento e il Governo hanno ignorato tutto, rifiutando di
discutere nel merito. Hanno scelto la sciagurata continuità di un sistema opaco
e approssimativo. Una scelta politica che, ancora una volta, pesa sulle tasche
delle cittadine e dei cittadini del nostro cantone.
Graziano
Besana, sostenitore di Avanti con Ticino&Lavoro

