Fausto Calabretta
Troppa stanchezza e abbandono nelle professioni sociosanitarie
Redazione
16.06.2023 08:49

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Diverse
volte nei mesi scorsi abbiamo lanciato l’allarme: il personale sociosanitario è
stanco per vari motivi. Il Covid-19 ha inciso molto sulle energie delle operatrici
e degli operatori; a ciò aggiungiamo l’aumento costante dei carichi di lavoro,
la flessibilità richiesta dai datori di lavoro e la mole di burocrazia.
Di certo non aiuterà lo
scellerato decreto Morisoli che prevede il pareggio dei conti dello Stato entro
il 2025, e che purtroppo è stato approvato dal popolo ticinese il 15 maggio
2022, malgrado il referendum del sindacato VPOD. Troppi hanno dormito allora e
sono andati al mare invece di fare campagna contro e di votare NO! Per non
parlare dei vertici degli enti sociosanitari sussidiati che per opportunismo e
ignavia hanno preferito mettere la testa sotto la sabbia e voltarsi dall’altra
parte, invece che metterci la faccia e difendere con le unghie e con i denti il
loro personale e la qualità delle prestazioni sociosanitarie per l’utenza. Una
vera vergogna!
Negli ultimi mesi
abbiamo più volte incontrato il personale che lavora nelle strutture sociosanitarie
(ospedali, servizi di assistenza e cura a domicilio, case per anziani, cliniche,
istituzioni sociali, ecc.), nelle quali i dipendenti hanno evidenziato la
stanchezza che stanno vivendo in questo delicato momento. Dopo aver dato tutto
nel periodo Covid si aspettavano di poter “tirare il fiato” ed iniziare a
lavorare con dei ritmi adeguati. Così purtroppo non è, in quanto i carichi di
lavoro sono costantemente elevati e non ti lasciano riprendere il fiato. Nel settore
sanitario spesso l’occupazione dei letti è sempre alta e si cerca di andare
oltre il 100%: di conseguenza i carichi di lavoro e gli straordinari aumentano,
perché il personale che deve lavorare è sempre il medesimo. Quotidianamente riceviamo
questi segnali di malessere da parte del personale, intenzionato ad abbandonare
la professione per svolgere altri tipi di lavoro, sottraendosi così lo stress
che si vive attualmente nelle strutture sociosanitarie e soprattutto evitando di
ammalarsi.
Questa situazione è
estremamente preoccupante secondo il Sindacato VPOD Ticino. È arrivato il
momento di dare una svolta concreta. A questo proposito il Sindacato VPOD
Ticino ha consegnato a inizio anno l’iniziativa popolare legislativa elaborata,
denominata “per cure sociosanitarie e prestazioni socioeducative di qualità”. L’iniziativa
popolare con il sostegno dei militanti sindacali ha raccolto
oltre 7’700 firme e nelle prossime settimane inizierà l’esame parlamentare
(ricevibilità dell’iniziativa e poi esame del merito).
Per il Sindacato VPOD si tratta di
trovare soluzioni concrete, dopo tante promesse e discussioni su come
migliorare il settore sociosanitario/socioeducativo. Ora si tratta di passare
ai fatti. L’iniziativa popolare dà
queste soluzioni. Ricordo che essa chiede di adottare una legge quadro
cantonale basata su cinque principi:
·
1) condizioni
lavorative minime valide per tutto il settore sociosanitario e socioeducativo,
per garantire una maggiore attrattività̀ e una maggiore durata delle carriere
professionali ed evitare l’abbandono precoce del personale sociosanitario e
socioeducativo;
·
2) codifica dei
diritti di pazienti e utenti: la definizione dei diritti di pazienti e utenti
va sviluppata nelle leggi che regolano i vari ambiti;
·
3) organi di
mediazione indipendenti: è necessaria la creazione di organi di mediazione
indipendenti, gratuitamente accessibili a pazienti, utenti, famigliari e per
sonale per discutere e per conciliare in caso di problemi.
·
4) valutazione
indipendente e trasparente della qualità̀ delle strutture sociosanitarie e
socioeducative: questo esercizio deve comportare una pubblicazione regolare dei
risultati, che sia accessibile a tutti.
·
5) pianificazione
cantonale e controllo parlamentare: occorre uniformare il modo di affrontare le
problematiche sociosanitarie e socioeducative, grazie a pianificazioni
cantonali settoriali e al controllo parlamentare sull’adempimento dei contratti
di prestazione da parte delle strutture finanziate dall’ente pubblico.
Inoltre il Sindacato
VPOD Ticino nella sua assemblea ordinaria dello scorso aprile ha deciso che per
combattere i tagli e i problemi finanziari che verranno scaricati sul personale
sociosanitario dal preventivo 2024 del Canton Ticino (che sarà pubblicato in
settembre e attuerà il decreto Morisoli) si dovrà organizzare uno sciopero generale
del settore pubblico e del settore sussidiato. Prepariamoci quindi tutti quanti
a scioperare per difendere le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi!
Fausto Calabretta, sindacalista VPOD Ticino

