PAOLO ORTELLI
Tre SI per un futuro possibile
Redazione
20.05.2024 17:10

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Ci sono votazioni e votazioni. Ed è proprio il caso
del prossimo 9 giugno dove il nostro Ticino si gioca una bella fetta di futuro
possibile.
Un futuro potenzialmente rilanciato dall’accoglimento
di una miniriforma fiscale, perché è di questo che si tratta, ma che potrebbe se accolta comunque portare
finalmente con sé il coraggio di invertire quell’inesorabile corsa
all’impoverimento del nostro tessuto economico, ma che con un no, rischia di
tradursi in una definitiva sconfitta per un cantone che già di per se si trova in
evidente affanno nell’impietoso confronto intercantonale. Certo una logica, quella
della concorrenza fiscale tra cantoni, che non ci piace e di cui faremmo
volentieri a meno, ma che purtroppo non può essere più ignorata.
Un futuro per la fondamentale coesione sociale tra cittadini di questo
cantone. Evitando di alimentare il pericoloso scontro tra impiegati pubblici e
di una ampia fetta del parapubblico, con la popolazione tutta di questo cantone,
in riferimento alla doverosa mano tesa al risanamento della cassa pensioni
cantonale.
Un futuro tracciato dal coraggio e dall’obbligo
morale di dare coerente e degna sede alla nostra giustizia, la giustizia di tutti,
riconoscendone di fatto il valore e la centralità per un corretto funzionamento
del paese che proprio su questo fronte non brilla certo di virtuosismi da
comportamento sociale. Un percorso anche d’investimento economico che non si
esaurirà prima del 2035, ma che vede nell’acquisto dello stabile EFG il primo
indispensabile tassello. Di fatto un sì, per respingere opposizioni più
gratuite che concrete, più opportunistiche e fantasiose che accettabili.
Insomma, un appuntamento alle urne caratterizzato
da tre temi che, se respinti sull’onda di quei no di pancia che tanto possono
maldestramente affascinare, non potrà che arrecare un colpo forse definitivo
alla progettualità presente e futura di questo angolo di Svizzera. Attenzione a
non scherzare con il fuoco perché il rischio, per un cantone in cui i giovani
se ne vanno e le persone vicine alla pensione progettano di andarsene, la posta
in palio è molto più alta di quanto si possa credere.
Certo, se siamo a questo punto, e su questo forse
tutti i fronti contrapposti hanno ragione nell’accusarsi a vicenda, è perché le
colpe ammettiamolo sono ben ripartite. Per una parte di politica che certo non
ha brillato di coerenza e coesione nel tempo, per un paese tutto che da sempre
tende a privilegiare fronti di scontro alle indispensabili convergenze di
valore, ed anche a noi cittadini tutti, che ci stiamo avviando sulla pericolosa
strada di elevare la furbizia, la scaltrezza opportunistica, al ruolo d’intelligenza,
di fatto quindi indebolendo quei valori
e quell’equilibrato senso civico che dovrebbe caratterizzare l’unica vera via
d’uscita alla complessità del moderno.
Eppure, da inguaribile ottimista, io continuo a credere
che i cittadini di questo cantone siano più bravi di una buona parte di questa
politica, sapendo riconoscere il grande valore della posta in palio. Allora
forza, tre si, per un segnale che ci racconti ancora la volontà ed il coraggio
di voler tornare a credere in questo cantone.
Paolo Ortelli
Deputato in Gran Consiglio

